William Jefferson “Bill” Clinton nato William Jefferson Blythe III

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Biografia

Nato il 19 agosto del 1946 a Hope, in Arkansas, William Jefferson Blythe III, meglio conosciuto come Bill Clinton, rimase orfano di padre, a causa di un incidente stradale, a tre mesi di vita.
Quell’anno la madre, Virginia Dell Cassidy (1923–1994), si trasferì a New Orleans per studiare infermeria, lasciando Bill a Hope con i nonni materni Eldridge e Edith Cassidy. Ritornata dalla scuola d’infermeria nel 1950, sposò Roger Clinton Senior, proprietario di una concessionaria automobilistica a Hot Springs, Arkansas, dove la famiglia si trasferì.
Gli anni delle scuole superiori furono fondamentali per la sua formazione e le sue scelte future. Oltre ad essere formalmente adottato dal patrigno Roger Clinton, del quale prese il cognome, ebbe la possibilità di visitare la Casa Bianca e di incontrare il presidente John F. Kennedy; ascoltò inoltre il discorso di Martin Luther King, “I have a dream”, che lo impressionò a tal punto da spingersi ad impararlo a memoria.
Finite le superiori si iscrisse alla Georgetown University, dove divenne membro di diverse confraternite studentesche e dove ottenne una borsa di studio per la Oxford University. Successivamente si specializzò in giurisprudenza, conseguendo la laurea alla Yale University nel 1973. Durante il periodo universitario divenne leader studentesco e coltivò la sua passione per la musica e per il sassofono.
Dopo la laurea, Clinton tornò in Arkansas e divenne professore di legge alla University of Arkansas.
Il 1975 fu l’anno del matrimonio con Hillary Rodham Clinton, conosciuta solo pochi anni prima durante i corsi alla Yale University. Dalla loro unione, nel 1980, nacque Chelsea Vittoria la loro unica figlia.
Eletto governatore dell’Arkansas nel 1978, alla scadenza del suo incarico nel 1980, si ripropose ma perse. Venne però rinominato governatore nel 1982, mantenendo l’incarico fino al 1992.
Durante la seconda carica, nel 1985 fu designato presidente della Nation Governors Association (Associazione Nazionale Governatori) mantenendo la funzione fino al 1987.
Nel settembre di quell’anno i coniugi Clinton parteciparono ad una conferenza a Firenze in palazzo Medici Riccardi. La conferenza, incentrata sulle economie locali ed in particolare sui distretti industriali italiani, era volta a discutere e confrontare i problemi comuni ai funzionari locali e statali, sia americani che italiani. Un’esperienza che lo segnò a tal punto da portare, una volta diventato presidente degli Stati Uniti d’America, il modello-Italia come esempio al G7 che si svolte a Detroit nel 1994.
Eletto quarantaduesimo presidente degli Stati Uniti d’America, il 3 novembre 1992, alla scadenza del mandato nel 1996 si ripresentò e il 5 novembre di quell’anno gli americani confermano la loro fiducia.
Il 1998 fu l’anno dello scandalo “sexigate”, che scosse la sua presidenza, venne infatti sottoposto ad impeachment per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia. Clinton usò tutti i mezzi per deviare le attenzioni dell’opinione pubblica su questioni più “alte”, riuscendo nel suo intento: venne assolto dal Senato e lasciò la carica con il più alto indice di gradimento mai ottenuto da un presidente dopo la seconda guerra mondiale. Da quel momento, il suo impegnato sarà tutto rivolto a discorsi pubblici e programmi umanitari.
E’ stato infatti nominato nel 2009 inviato speciale delle Nazioni Unite per Haiti, e dopo il terremoto del 2010 ha formato il Clinton Bush Haiti Fund (Fondo Clinton-Bush per Haiti). Ha inoltre creato la William J. Clinton Foundation con lo scopo di sensibilizzare la popolazione su questioni d’interesse mondiale come la prevenzione dell’AIDS e il riscaldamento globale.
Dopo la fine del suo mandato è rimasto comunque attivo in politica facendo campagna elettorale per i candidati democratici. In particolare per la moglie nel 2008 e per Barack Obama nel 2008 e di poi nel 2012.
Nell’estate del 2004 ha pubblicato la sua autobiografia My Life edita in Italia con lo stesso titolo.

Opere

B. Clinton, My Life, New York, Alfred A. Knopf, 2004

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