Moreni Domenico

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Biografia

Domenico Moreni, nato a Firenze il 12 agosto 1763 da Alessandro Tognozzi Moreni e da Maria Diamante Mariani, entrambi di umili origini. Fu battezzato lo stesso giorno con i nomi di Domenico Stefano Luigi. Nello stesso anno il padre aggiunse al proprio il cognome Moreni appartenuto alla prima moglie, morta l’11 febbraio 1746. Domenico l’adottò, abbandonando definitivamente il cognome paterno. Dal matrimonio nacquero altri figli, dei quali sopravvisse a Domenico solo il fratello Giuliano.
Moreni fu ammesso all’età di tredici anni nel seminario di San Martino di Lucca dove per un decennio compì i suoi studi di letteratura, filosofia e teologia sotto la guida di monsignor Martino Bianchi. Nell’occasione strinse rapporti con l’erudito Domenico Maria Manni (1690-1788), insegnante nel seminario arcivescovile, al quale si legò aiutandolo nella redazione delle sue opere (in particolare le Osservazioni storiche sopra i sigilli antichi de’ secoli bassi, Firenze 1739-1786). Rientrato a Firenze da sacerdote Domenico concorse nel 1788 all’assegnazione di un canonicato vacante nella Metropolitana fiorentina e dal 1791 iniziò a pubblicare diverse opere letterarie sulla storia della chiesa di San Lorenzo. Nel 1793 fu lo stesso granduca Ferdinando III a farlo eleggere al canonicato dell’Ambrosiana Imperial Basilica di San Lorenzo in virtù dei meriti letterari ottenuti dalla pubblicazione delle Notizie istoriche dei contorni di Firenze. Dal momento dell’avocazione del canonicato, Moreni si adoperò a raccogliere i materiali rinvenuti nell’archivio del Capitolo da due suoi predecessori laurenziani, Pier Nolasco Cianfogni (1710-1793) e Vincenzo Bucelli (1732-1802), per poi pubblicare nel 1804 la storia della basilica di San Lorenzo intitolata Memorie istoriche dell’ambrosiana R. Basilica di S. Lorenzo. L’analisi delle Memorie offre l’opportunità di determinare in quale misura Moreni, erede di una tradizione erudita che aveva già messo a punto un’ampia produzione di opere documentarie e di metodo, abbia partecipato alla costruzione dell’identità culturale toscana.
Amico del bibliotecario veneziano Iacopo Morelli che gli indirizzò una delle sue lettere latine relative all’erudizione letteraria e del marchese Cesare Lucchesini che a sua volta gli fece ottenere la patente di socio corrispondente dell’Accademia lucchese, Domenico Moreni può considerarsi “allievo” di Domenico Maria Manni, del quale raccolse l’eredità culturale e l’interesse per le “cose” toscane e che aiutò a terminare l’opera Osservazioni sopra i sigilli antichi. Nella Biblioteca Moreniana di Firenze è infatti confluita oltre alla biblioteca di Domenico Moreni anche una parte di quella di Domenico Maria Manni, grazie al lascito avvenuto alla morte di quest’ultimo nel 1786.
La figura di Moreni fu importante non solo come instancabile collezionista ma anche come curatore. Il 1805 è infatti l’anno della prima edizione della Bibliografia Toscana, che rispondeva alla necessità di censire la produzione editoriale toscana e di darne risalto per gli studi storici e bibliografici. L’intento del Moreni era quello di fornire una storia onnicomprensiva (civile, ecclesiastica, corografica, biografica, naturale, genealogica, antiquaria), senza escludere nessun libro e lanciando un appello a tutti i toscani per collaborare con lui nell’impresa.
Il tema del patronato mediceo sulla basilica di San Lorenzo e l’insistenza sulla grandezza artistica della civiltà fiorentina, presenti nelle innumerevoli ricerche antiquarie di chiara ascendenza classica e settecentesca, lo videro a lungo coinvolto in accese dispute che denunciano un inequivocabile legame con gli aspetti più ricorrenti nelle coeve controversie accademiche. L’impresa propose quindi Moreni all’interno del mondo culturale fiorentino come erede di una tradizione erudita, tutta tesa a sottolineare l’importanza della civiltà fiorentina e il contributo del capitolo di San Lorenzo al periodo aureo della civiltà fiorentina, quello rinascimentale. Nel suo pensiero fu anche essenziale la volontà di riallacciarsi all’opera di Ludovico Antonio Muratori e Girolamo Tiraboschi, la cui influenza subì anche attraverso il contatto con il vicebibliotecario estense Carlo Ciocchi. Ampie e documentate sono le sue relazioni con altri eruditi e studiosi contemporanei. Domenico ebbe infatti una partecipazione attivissima alla vita accademica granducale: già nel 1789 divenne socio “urbano” della Colombaria con il nome di “Pigolante” e dal 1819 fu socio dell’Accademia della Crusca.
Morì a Firenze nella sua casa di via Valfonda n. 4494, il 13 marzo 1835. Come richiesto nel testamento, fu sepolto nel porticato della chiesa di Santa Maria a Quinto Fiorentino; la lapide, dettata dal bibliotecario della Riccardiana Gaetano Bencini, è oggi conservata nella cappella della villa di famiglia a Quinto.

Opere

D. Moreni, Notizie istoriche dei contorni di Firenze, Firenze, , 1791-1795, 6 voll.
D. Moreni, Memorie istoriche dell’Ambrosiana R. Basilica di S. Lorenzo di Firenze, a cura di P.N. Cianfogni, Firenze, 1804.
D. Moreni, Bibliografia storico-ragionata della Toscana, Firenze, 1805, 2 voll.
D. Moreni, Annali della tipografia fiorentina di Lorenzo Torrentino, Firenze, 1811
D. Moreni, Continuazione delle memorie istoriche dell’Ambrosiana Imperial Basilica di S. Lorenzo di Firenze dalla erezione della Chiesa presente a tutto il regno Mediceo, Firenze, 1816-1817, 2 voll.
D. Moreni, Serie di autori di opere riguardanti la celebre famiglia Medici, Firenze, 1826.

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