L’Ercole riccardiano

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Descrizione

Sulla fontana alla parete settentrionale del giardino si erge una scultura in marmo, che è il frutto di una ricostruzione intorno a un frammento antico.
Infatti antico è solo il torso, ricomposto da tre parti. Databile al II secolo d.C, l’opera è una delle numerose copie pervenute dell’Ares Borghese (Parigi, Louvre) .
Al reperto sono state aggiunte varie integrazioni moderne, fra cui il sostegno a forma di tronco d’albero, semicoperto da una corazza appoggiata, e la testa con una fisionomia ben caratterizzata, tanto da far pensare a un ritratto. Non sappiamo chi sia il personaggio, anche se la foggia dei capelli e della barba porta a datare la scultura entro la prima metà del Seicento. Sul retro del sostegno si trova uno stemma frammentario di cui rimangono le zampe e parte della coscia di un animale rampante di profilo.

Storia

Nel 1677 la statua risulta per la prima volta documentata sulla fontana “nel cortile di via Ginori”.
L’opera pare identificabile con una delle due statue raffiguranti i fratelli Cosimo e Gabriello Riccardi descritte da un inventario del 1642 nel Casino di Valfonda, la precedente dimora della famiglia, sul primo pianerottolo della scala principale. L’attributo della corazza, scolpita in corrispondenza del sostegno, porta a pensare che la testa sia il ritratto di Cosimo, visto che costui fu impegnato nella carriera militare, mentre Gabriello si dedicò alla politica.
In occasione del trasferimento della statua dal palazzo in Valfonda a quello in via Larga, avvenne probabilmente un incidente che dovette causare le numerose fratture del marmo anche nelle porzioni moderne.
Nell’inventario degli arredi di Palazzo Medici Riccardi del 1753, la scultura sulla fontana del giardino viene identificata con un Ercole. Da tale menzione documentaria deriva l’appellativo di ‘Ercole riccardiano’.

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