La sala grande o ‘di Carlo VIII’

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Descrizione

Il salone, al piano nobile del palazzo, si affaccia su via Cavour attraverso cinque ampie finestre, da cui filtra la luce nel vasto ambiente.
Il grande ambiente è ornato da un imponente soffitto in legno intagliato e dorato a cassettoni, disposti in tre file di sei scomparti ciascuna e ornati con foglie di acanto. Ai lati si trova la chiave dello stemma Riccardi, rovesciata in verticale su campo azzurro.

Storia

Dopo l’acquisto di Palazzo Medici nel 1659, fra i primi interventi che Gabriello Riccardi volle realizzare, ci fu la realizzazione “sala grande” in facciata al piano nobile.
L’antica sala di rappresentanza dei Medici era al medesimo piano all’angolo sud-orientale e si apriva con 5 finestre su via Larga e con 2 su via de’ Gori. Essa era lunga circa 20 metri, larga 10 e alt 7. Le cronache raccontano che in questa sala il25 novembredel 1494 si svolsero le trattative fra Carlo VIII re di Francia e i rappresentanti della Repubblica, che pochi giorni prima aveva decretato la messa al bando dei maschi di casa Medici e la confisca dei loro beni, compresa la residenza di via Larga (si veda la scheda: 1494 – Carlo VIII a Firenze).
Una volta acquistato Palazzo Medici nel 1659, Gabriello Riccardi volle trasformare in maniera radicale il salone quattrocentesco. Il grande ambiente infatti venne spostato di due assi di finestra, portandola al centro dell’antica facciata ed escludendo l’attuale sala d’angolo (che conserva parte del soffitto quattrocentesco). Per compiere tale intervento fu incluso nel nuovo vano quello della camera a nord, da cui si accedeva al ricetto antistante la cappella dei Magi.
Inoltre venne innalzato il soffitto di circa tre metri in maniera da rendere proporzionata la lunghezza con l’altezza. Infatti in linea con le teorie architettoniche correnti, lunghezza, larghezza e altezza della sala hanno un rapporto di 2: 1 : 1. Per poter innalzare del soffitto furono chiuse nella parte bassa le finestre corrispondenti al piano superiore per circa 1/3.
Il nuovo soffitto della sala venne ornato dall’ imponente rivestimento ligneo a cassettoni, intagliati e dorati, realizzato dai legnaioli Luca Boncinelli e Antonio Montini. Per esso furono fatti, nei primi mesi del 1662, due schizzi oggi all’Archivio di Stato di Firenze (Riccardi, 240, cc. 31r, 34r).

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