Il viaggio dei Magi

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Descrizione

Indice
Il soggetto: i Magi
I drappelli dei Magi
Parete orientale
Parete meridionale
Angolo sud-occidentale
Parete occidentale
I ritratti
Eventi e luoghi correlati con il Viaggio dei Magi
Simboli relativi ai Magi

Il soggetto: i Magi
Il fastoso e solenne viaggio dei Magi rappresentato dal Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici, parte da Gerusalemme – bianca città fortificata in alto sulla parete orientale, a destra entrando – e si dispiega lungo le tre pareti in senso orario in direzione di Betlemme, cioè verso la scarsella.
I magi sono rappresentati secondo l’iconografia tradizionale dei tre re, ognuno con un dono da offrire al Bambino (oro, incenso e mirra): Gasparre è il re più giovane, Baldassarre è quello dalla pelle scura e in età matura, Melchiorre in rosso è il più anziano in testa al corteo.
Nell’affresco, il saldo impianto prospettico della composizione si coniuga con la ricchezza dei particolari, con il gusto della narrazione mondana e fiabesca. Per produrre tale effetto di magnificenza, l’artista utilizzò materiali rari e costosi, quali il lapislazzuli destinato ai fondali azzurri, le lacche lucenti, l’oro scintillante alla luce tremula delle candele.
I volti dei personaggi – ritratti dei Medici, ma anche di loro alleati, collaboratori, ospiti illustri -, il paesaggio florido e vario, le piante e i fiori, gli animali anche esotici, i costumi, le oreficerie, le bardature, invitano l’osservatore a sostare su infiniti dettagli e ammirarne la preziosità e la descrizione vivace e minuta. La celebrazione dei Medici e della loro consorteria passa anche attraverso le innumerevoli citazioni delle ‘palle’ dello stemma e dei simboli tratti da ‘divise’ o imprese disseminate nelle vesti, nei finimenti, negli accessori dei personaggi e alluse probabilmente dalla presenza di certi animali (come il falcone nella parete orientale e il pavone nella scarsella) e dalla scelta di colori, come il rosso, il bianco e il verde. Del resto tali simboli desunti dall’immaginario araldico mediceo sono diffusi nella decorazione dell’intera cappella (vedi scheda: Stemma e imprese familiari dei Medici).

I drappelli dei Magi
Ciascuno dei tre magi con il proprio corteo occupa una parete del vano principale. I drappelli seguono lo schema adottato a Firenze in occasione di giochi e spettacoli cavallereschi ricorrenti nel corso del Quattrocento. Infatti, l’intero corteo è suddiviso in tre drappelli distinti o “brigate”, ciascuno caratterizzato da un colore dominante nelle vesti e nei finimenti: il bianco per Gaspare, il verde per Baldassarre e il rosso per Melchiorre.
Secondo il codice cavalleresco, ogni drappello conta dodici persone ed è composto da:

il “messere”, il signore a cavallo (in questo caso, il re mago) che detta i colori delle vesti, gli ornamenti dei copricapi e le insegne
tre paggi a cavallo che fanno l’avanguardia e hanno il compito di annunciare l’arrivo del loro signore;
due cavalieri che portano rispettivamente la spada, segno di regalità (lo spatharius), e il dono del “messere”;
sei paggi a piedi, armati alla leggera (con archi, balestre, lance) disposti a coppia che scortano il “messere” stesso.

Parete orientale
Gaspare, il mago giovane, biondo e imberbe, porta in dono la mirra, il balsamo cosparso sul corpo dei defunti e dunque allusivo alla natura terrena di Gesù Cristo. Vestito di bianco come i partecipanti al suo drappello, il mago guida il corteo della famiglia Medici e di parenti, alleati e ospiti illustri.
Abiti, stoffe, oreficerie, accessori

Corona del mago: fascia in oro chiusa entro il mazzocchio blu puntinato d’oro ornato da “brocchette” d’oro cioè spille appuntate ornate da pietre preziose incastonate e fili di perle ai bordi; dalla fascia spuntano verso l’altro punte triangolari ornate anch’esse da pietre preziose (rubini e smeraldi alternati) circondate da perle, da pietre e perle più piccole e grosse perle sulla sommità, fissate con un pernio.
Abito del mago: giornea in broccato, ornata da file di “brocchette”.
Cintura del mago: una striscia in tessuto ornata da brocchette

Flora

alloro (l’arbusto dietro la testa di Gaspare è stato messo in relazione con il primogenito di Piero il Gottoso, di nome Lorenzo, Laurentius a lauro)
arancio
aghifoglio
palma

Fauna:

cavallo
mula (il destriero di Cosimo il Vecchio, destinato di solito ad anziani e alti prelati)
cane
cervo
cardellino
quaglia
taccola
cincia
tortora

Araldica e imprese familiari

stemma Medici, in: finimenti dei cavalli del mago Gaspare, di Cosimo e di Piero
tre piume, in: finimenti del cavallo di Piero
anello con la punta di diamante, in: finimenti del cavallo di Piero e nella veste del paggio a piedi
motto semper, in: finimenti del cavallo di Piero e nella veste del paggio a piedi
piume di pavone, in: finimenti dei cavalli di Piero e Cosimo

Parete meridionale
Sulla parete meridionale si conclude il drappello del mago Gaspare con l’avanguardia costituita dai tre giovani a cavallo in abito bianco, erroneamente identificati in passato con le effigi delle tre figlie di Piero de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni, Bianaca, Nannina, Maria.
Segue il drappello di Baldassarre, il mago di età virile, con la pelle scura. Vestito di verde come il suo seguito, Baldassarre occupa il segmento mediano del corteo dei tre re. La pittura soffre qui perdite ingenti: a sinistra per l’apertura della finestra e a destra per la traslazione della porzione della parete occidentale. L’operazione disastrosa ha provocato l’abbattimento della fascia di parete dove erano raffigurati i paggi recanti il dono e la spada di Baldassarre.
Il dono di Baldassarre è l’oro, simbolo di regalità
Abiti, stoffe, oreficerie, accessori

Corona del mago: la base è una fascia in oro ornata da fili di perle ai bordi e pietre preziose incastonate, alternate in due grandezze (forse smeraldi e rubini); dalla fascia spuntano verso l’altro punte triangolari con rubini balasci circondati da perle e un’altra serie di pietre preziose più piccole; su ciascuna punta, è fissata una grossa perla; la corona poggia su un copricapo blu, da cui fuoriescono triadi di piume verdi bianche e rosse arricciate verso l’alto.
Abito del mago: giornea in broccato d’oro e bordi di pelliccia.

Flora

cespugli di rose bianche e rosse
cipressi

Fauna

cavalli
fagiano
nibbio, che aggredisce il fagiano

Araldica e imprese familiari

Terne di piume rosse, bianche e verdi: sui mazzocchi dei tre paggi a cavallo all’estrema sinistra; nella corona di Baldassarre

Angolo sud-occidentale
Le due porzioni di parete dell’angolo sud-occidentale furono spinte verso l’interno della cappella, a seguito della costruzione dello scalone con il relativo pianerottolo nel 1688-1689 (vedi la scheda generale su la Cappella dei Magi). La traslazione muraria ha provocato importanti perdite delle pitture del Gozzoli: infatti, è sopravvissuta solo la parte inferiore sinistra della porzione di parete ovest (comprendente, fra l’altro, il posteriore della mula di Melchiorre). Per il resto, cioè la parte superiore di tale fascia e la porzione con i paggi di Baldassarre sulla parete sud, sono andate perdute. Negli anni della ristrutturazione Jacopo Chiavistelli ebbe ordine di integrare le mancanze irrecuperabile. L’artista lo fece dipingendo un paesaggio generico, privo di animali e uomini, con i caratteri ispirati al paesaggio quattrocentesco.
Nella pittura sopravvissuta del Gozzoli, i tre paggi a cavallo dell’avanguardia di Baldassarre e i quattro paggi a piedi armati alla leggera del corteo di Melchiorre sono stati attribuiti Giovanni d’Antonio della Cecca di Mugello, nipote dell’Angelico e compagno e collaboratore fedele del Gozzoli (Acidini 1993; vedi scheda Le pitture murali di Benozzo Gozzoli).
Abiti, stoffe, oreficerie, accessori

Abito dei paggi a piedi: Giornea o sopraveste damascata di colore rosso dettato dall’abito del mago Melchiorre
Archi dei paggi a piedi: si tratta di archi “soriani” o “archi di Siria”, di provenienza medioorientale; per la struttura leggera e resistente molto apprezzati per la caccia e poi sostituiti dalla balestra.

Fauna

mula (parte posteriore dell’animale cavalcato da Melchiorre)
gazza

Parete occidentale
Sulla parete occidentale, il mago anziano, Melchiorre, guida il corteo dei tre Magi con il suo seguito vestito di rosso. I Magi sono preceduti da una processione di personaggi coevi, molti dei quali con fisionomie ben caratterizzate, fra le quali è forse possibile riconoscere ritratti di banchieri, collaboratori e sostenitori politici dei Medici.
Melchiorre con il suo seguito, porta in dono l’incenso, simbolo della preghiera e della sacralità e dunque allusivo alla divinità di Gesù Cristo.
Abiti, stoffe, oreficerie

Corona del mago: simile alle precedenti, appoggiata su un copricapo rosso, con alzata di pelliccia sulla fronte e tesa sul collo.
Abito del mago: abito rosso con preziosi tessuti di foggia arcaica e bizantina.

Flora

cespugli di rose bianche e rosse
cipressi
arancio

Fauna

mula, cavalcata da Melchiorre
cavalli
cani
ghepardi addestrati alla caccia secondo l’usanza turca, di cui due al guinzaglio (con prezioso collare e catena dorata a larghe maglie) in primo piano
cervo
bue
lepre
asini con carichi, nel corteo in lontananza
muli con carichi, nel corteo in lontananza
dromedari con carichi, alcuni cavalcati da schiavi africani, nel corteo in lontananza
gru o airone, ridotto a metà a causa del tagli della parete, all’estrema sinistra in alto; è attaccato da un rapace di cui si vede solo la testa (rinvenuta nell’ultimo restauro)
germano, nel corso d’acqua in primo piano
anatra bianca, , nel corso d’acqua in primo piano
falco che sventra una lepre, in primo piano (traduzione in chiave naturalistica dell’impresa del falcone con l’anello diamantato nell’artiglio, cara in particolare a Piero il Gottoso (?))
scimmia domestica, all’estrema destra in primo piano

Araldica e imprese familiari

Tre piume, sulla testa dell’uomo nel corteo a destra

I ritratti
La tradizionale identificazione dei tre Magi con personaggi reali sembra non reggere di fronte alla constatazione della loro fisionomia generica ricondotta a tipi astratti secondo canoni tradizionali.
Invece una folla di personaggi coevi segue il corteo dei tre magi nella parete orientale e un’altra lo precede sulla parete opposta. La processione presenta molti ritratti, vivacissimi anche se talvolta difficili da riconoscere. Essi riportano il soggetto evangelico nella Firenze medicea della metà del Quattrocento, rendendolo attuale.
Proposte di identificazione in Acidini 1993 (dove non è indicato diversamente):

Parete orientale, nel seguito del magio Gaspare:

1 – Cosimo il Vecchio de’ Medici
2 – Piero il Gottoso de’ Medici
3 – Carlo di Cosimo de’ Medici
4 – Galeazzo Maria Sforza
5 – Sigismondo Pandolfo Malatesta
6 – Cosimino di Giovanni di Cosimo de’ Medici (?), a sei anni, già cagionevole e malato, morto poco dopo nel novembre dello stesso 1459
7 – Lorenzo di Piero de’ Medici detto il Magnifico
8 – Giuliano di Piero de’ Medici (in: Caglioti 2000, I, p. 62 nota 20, II, fig. 44)
9 – Gentile Becchi, precettore di Lorenzo e Giuliano (in: Caglioti 2000, I, p. 62, II, fig. 44)
10 – Giuliano di Piero de’ Medici
11 – Giovanni di Francesco Tornabuoni (?), cognato di Piero e Giovanni de’ Medici in quanto fratello di Lucrezia e zio di Lorenzo e Giuliano, inoltre allora fattore nella filiale del banco Medici a Roma
12 – Giovanni di Cosimo de’ Medici(?)
13 – Benozzo Gozzoli
14 – Papa Pio II Piccolomini ( Märtl 2000 )

Parete occidentale, nel corteo che precede il mago Melchiorre:

15 – Benozzo Gozzoli (?), secondo autoritratto

16 – Neri di Gino Capponi (?) (1388-1457): insigne diplomatico, autore di importanti opere storiografiche, sostenitore dell’ascesa politica di Cosimo il Vecchio de’ Medici, pur senza assumere posizione subalterna Immagini di confronto, vedi:
Bernardo Rossellino (bottega), Sepolcro di Neri di Gino Capponi; Firenze, Santo Spirito

17 – Bernardo Giugni (?) (+1466), amico di Cosimo, figura di spicco della Repubblica fiorentina, più volte ambasciatore Immagini di confronto:
Mino da Fiesole, Monumento funebre di Bernardo Giugni; Firenze, Badia Fiorentina

18 – Francesco Sassetti (?) (1420-1490), nel 1447 direttore delle filiali del banco Medici a Ginevra e Lione, da 1458 vicedirettore generale a Firenze; a costui appartiene la mano levata con le dita aperte ad indicare il numero 5000, secondo la conta del tempo Immagini di confronto:
Antonio Rossellino / Verrocchio (attr.), Busto di Francesco Sassetti; Firenze, Museo Nazionale del Bargello
[http://www.scultura-italiana.com/Galleria/Rossellino%20Antonio/imagespages/images1.html ]
Domenico Ghirlandaio, Ritratto di Francesco Sassetti; Firenze, Santa Trinita
[http://www.wga.hu/art/g/ghirland/domenico/5sassett/2donor.jpg]
Domenico Ghirlandaio, Storie di San Francesco, particolare; Firenze, Santa Trinita
[http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/19/Ghirlandaio_a-pucci-lorenzo-de-medici-f-sassetti_1.jpg]

19 – Agnolo Tani (?), dal 1450 al 1465 direttore della filiale del banco Medici a Bruges Immagini di confronto:
Hans Memling, Trittico del Giudizio Universale, sportello sinistro eterno; Gdansk, Muzeum [http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/be/Hans_Memling_016.jpg]

20 – Dietisalvi Neroni (?) (1401-1482), allora sostenitore di Cosimo il Vecchio de’ Medici, ma dopo pochi anni reputato acerrimo nemico dai Medici (1463), partecipe fra l’altro alla congiura contro Piero (1466) Immagini di confronto:
Mino da Fiesole, Busto di Dietisalvi Neroni, 1464; Parigi, Musée du Louvre
[http://www.scultura-italiana.com/Galleria/Da%20Fiesole%20Mino/imagepages/image4.html ]

21 – Roberto di Niccolò Martelli (?) (1408-post 1469), direttore del banco mediceo a Roma dal 1439 al 1464

22 – Benozzo Gozzoli (?), terzo autoritratto

23 – Luca Pitti (?) (1398-1472), nel 1458 gonfaloniere per volere di Cosimo, ma poi nel 1466 traditore dei Medici nella congiura contro Piero il Gottoso, oppure Antonio Averlino detto il Filarete (?) (1400 ca.-1469 ca.), scultore e architetto fiorentino, attivo per gli Sforza, che descrive la cappella e gli ambienti di Palazzo Medici nel suo trattato (vedi Antologia).
Immagini di confronto per Luca Pitti:
Ritratto di Luca Pitti (metà del XVI sec.); Kursk, Museo d’arte Dejneka
[http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/84/Luca_pitti.jpg ]
Immagine di confronto per il Filarete:
Ritratto del Filarete, incisione nelle Vite di Giorgio Vasari, ed. Firenze 1568
[http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3c/044_le_vite%2C_antonio_filarete.jpg]

Alcune identificazioni rifiutate in Acidini 1993:

Mago Gaspare: Lorenzo il Magnifico (Bussagli 1999 e altri precedenti)
Mago Baldassarre: Giovanni VIII Paleologo imperatore d’Oriente, giunto a Firenze nel 1439, in occasione del concilio
Mago Melchiorre: Giuseppe patriarca di Costantinopoli, anch’egli arrivato a Firenze nel 1439 per il concilio e sepolto in Santa Maria Novella ; Sigismondo di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero che convocò il concilio di Costanza nel 1414 per la risoluzione del Grande Scisma (Bussagli 1999)
Tre paggi a cavallo dell’avanguardia di Gaspare (pareste sud) con piume sul mazzocchio: tre figlie di Piero de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni, Bianca, Nannina, Maria.

Eventi e luoghi correlati al Viaggio dei Magi

1423: data apposta sulla pala di Gentile da Fabriano con l’Adorazione dei Magi, collocata sull’altare della cappella Strozzi in Santa Trinita (ora agli Uffizi; vedi Itinerari / I Magi a Firenze)
la compagnia dei Magi, con sede presso il convento di San Marco, con la mansione di organizzare la festa dell’Epifania (Chastel 1964; Hatfield 1970; Cardini 1991; Padoa Rizzo 1992)
1439: concilio fra la Chiesa di Occidente e la Chiesa di Oriente, trasferito a Firenze dove venne stipulata la riunificazione – sia pure effimera – delle due Chiese.
1459, aprile: arrivo a Firenze di Galeazzo Maria Sforza e Sigismondo Malatesta, per unirsi insieme ad altri principi e alti prelati al corteo di papa Pio II Piccolomini diretto a Mantova, per un concilio convocato per organizzare una nuova crociata.

Simboli relativi ai Magi
La triade dei Magi allude a varie combinazioni di significati simbolici (qui elencate in ordine di sequenza parallela ai magi nella pittura):

età dell’uomo: giovinezza, maturità, vecchiaia;
le stagioni: primavera, estate, autunno (l’inverno è escluso);
le parti del giorno: aurora, meriggio, crepuscolo (la notte esclusa);
le parti del mondo: Europa, Africa e Asia (i continenti allora conosciuti);
le parti del tempo cosmico: futuro, presente, passato;
i colori: bianco, verde e rosso;
le virtù teologali: Fede, Speranza, Carità (rappresentate anche dai colori suddetti);
membri della famiglia Medici: Lorenzo, Piero, Cosimo.

I tre doni recati dai magi – oro incenso e mirra – alludono, come di consuetudine a Gesù come Re, Dio e Uomo.
Vedi anche le schede: Personaggi /I Magi; Itinerari / I Magi a Firenze .

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