Il terrazzino scoperto

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Descrizione

La terrazza posta in facciata sull’ingresso della rimessa delle carrozze fa parte dell’appartamento nobile (il cosiddetto “Quartiere buono” come viene menzionato negli inventari) all’estremità settentrionale dell’ala riccardiana del palazzo.
Al centro della parete di fondo, una nicchia al centro rivestita di ciottoli ospita una Faunessa inginocchiata attribuita a Valerio Cioli.
In alto al centro entro una cornice in pietra circolare è inserito un rilievo marmoreo raffigurante una scena bacchica con una chiave dello stemma Riccardi in bronzo incastonata.
Ai lati della nicchia si aprono due porte, ciascuna sormontata da una lunetta con nicchia circolare e mensola zoomorfa.

Storia

Nell’ Inventario delle masseritie, mobili, argenti, stagno etc. esistenti nel Palazzo di Via Larga” redatto nel 1753 vengono descritte nel terrazzino varie sculture: il bassorilievo in marmo con l’arme Riccardi in mezzo, tuttora presente sulla parete di fondo, cinque teste in marmo e un “Esculapio” moderno “al naturale di marmo bianco, che si prende con la destra la barba ed è appoggiata con la manca a un tronco cui è avviticchiata una serpe,… posto sopra una base di marmo pure bianco con arme di chiave nel mezzo, situata nella nicchia in faccia all’uscio del quartiere” (ASF, Riccardi 274, c. 35v). L’incrostazione a ciottoli della nicchia richiama l’ambientazione del cortile con scherzi d’acqua a Gualfonda, dove era stato situato anche l’Esculapio per qualche tempo.
Nell’inventario delle sculture stilato nel 1809 da Francesco Carradori, poco prima della messa in vendita delle collezioni e del palazzo, si ricorda la presenza delle medesime opere, insieme a “vasi e sculture” (ASF, Riccardi 278, ins. s.n., 22.12.1809).
Il bassorilievo murato nella parete del terrazzo (inv. G5) si compone di tre frammenti di diversa grandezza assemblati insieme, forse in origine facenti parte della medesima fronte di sarcofago con scene bacchiche, databile nel 220-230 d.C. Appartenevano all’allestimento riccardiano del terrazzino quattro busti ancora conservati in Palazzo Medici Riccardi (inv. G1, G2, G3, G4).

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