I lavori di ampliamento e ristrutturazione del palazzo: IV fase

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Descrizione

Nel 1715 venne apposta una immane iscrizione al certo della parete meridionale del cortile delle Colonne, in cui si celebrava la storia del palazzo, delle sue collezioni e i suoi ospiti illustri che lo avevano abitato e nobilitato. Il disegno grande cartiglio è probabilmente riferibile a Giovan Battista Foggini.
Poco tempo dopo Francesco Riccardi chiamò ancora presso di sé il Foggini, ormai massimo artista della corte granducale all’apice della sua carriera, per chiedergli di elaborare la sistemazione della raccolta lapidea, giunta dalla residenza di Valfonda, alle pareti del cortile. Si trattava di iscrizioni, rilievi, frammenti, busti, antichi o presunti tali, che non erano stati inseriti negli allestimenti degli ambienti deputati ad accogliere le collezioni antiquarie di maggior pregio.
Foggini dunque disegnò i grandi cartelloni barocchi alle pareti, le mensole, le quattro nicchie sul lato occidentale e i fantasiosi frontoni delle porte. Lo scultore Giuseppe Broccetti, allievo del Foggini, realizzò i partiti in pietra serena. I lavori iniziati nel 1717 furono conclusi due anni dopo.
Con la sistemazione dei reperti, si dava così pieno compimento al Museo Riccardiano comprendente straordinarie e variegate collezioni allestite in vari ambienti del palazzo, celebrato dai contemporanei e documentato minutamente dagli inventari.

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