Giuseppe Nicola Nasini

Home / Giuseppe Nicola Nasini

Biografia

Nato a Casteldelpiano (Grosseto) il 25 gennaio 1657, Giuseppe Nicola apparteneva a una famiglia di pittori.
Dietro probabile interessamento della famiglia Chigi, venne introdotto presso la corte dei Medici a Firenze. Con il cugino Tommaso, nel 1681 venne ammesso all’Accademia toscana del Disegno a Roma, sotto la direzione di Ciro Ferri. Chiusa l’Accademia nel 1686, Giuseppe Nicola venne inviato con il fratello Antonio e il cugino Tommaso a Venezia, dove rimase tre anni studiando a fondo la pittura veneta da cui trasse un inclinazione per una tavolozza brillante e intensa.
Dopo aver fatto tappa in varie città venete e emiliane, si fermò a Firenze. Il granduca Cosimo III lo nominò aiutante di camera, soprintendente degli opifici delle gallerie medicee e architetto della galleria. Venne incaricato di dipingere quattro tele (perdute) raffiguranti i Nuovissimi (Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso) compiute nel 1694 per essere inserite nella decorazione ideata da Giovan Battista Foggini, nell’appartamento granducale in Palazzo Pitti, nell’attuale sala dell’Iliade in Galleria Palatina.
Nell’ultimo decennio del XVII secolo affrontò una attività molto intensa, dedita ad affreschi e grandi tele per altari, di solito avvalendosi della collaborazione del cugino Tommaso. Nel 1691-1692 affrescò i soffitti di due sale al piano nobile di Palazzo Medici Riccardi, raffigurando Ercole al bivio e Giove sconfigge i Giganti. Per i Medici è impegnato in varie commissioni: gli affreschi in una cappellina (non più esistente) a Villa La Petraia (1695), la decorazione di tre soffitti del corridoio di mezzogiorno nella Galleria degli Uffizi (1696-1697; affiancato da Giuseppe Tonelli per le quadrature e da Bartolomeo Bimbi per gli inserti di nature morte), il soffitto con La Madonna che presneta Santa Vittoria alla Santissima Trinità nella chiesa delle Signore Montalve alla Quiete. Si ricordano inoltre la deliziosa decorazione della cappella sotterranea della compagnia di san Niccolò al Carmine e gli affreschi nel salone di Palazzo Del Chiaro (1693). L’influenza di Pietro da Cortona risulta adesso aggiornata sulla pittura di Luca Giordano, mantenendo sempre vivo l’interesse per il colorismo di ascendenza veneta, in particolare in direzione di Paolo Veronese.
Nel 1699 morì Antonio Bassetti, segretario granducale, e protettore del Nasini a corte. L’artista allora lasciò Firenze, dove capiva di non poter competere con gli artisti locali, e si trasferì a Siena. Realizzò la mostra dell’orologio nella torre del Palazzo Pubblico. Dipinse nell’oratorio della SS. Trinità, creando uno delle sue opere più importanti. Puntando a primeggiare partecipò a tutte le principali imprese pittoriche della città, imprese che accrebbero la sua fama anche fuori della città.
Nel 1716 si stabilì a Roma, dove ottenne commissioni prestigiose grazie all’intermediazione del senese Ludovico Sergardi, soprintendente alle fabbriche pontificie. Infatti nel 1718 venne incaricato di affrescare la grande sala della cancelleria pontificia. Nel 1719 dipinse il Profeta Amos per la serie dei profeti nella basilica di San Giovanni in Laterano.
Entro il 1725 era di nuovo a Siena dove morì il 3 luglio del 1736.

Opere

Designed by Frush Developed by Nexibo logo