Giovanni Michelucci

Home / Giovanni Michelucci

Biografia

Giovanni Michelucci è stato uno dei maggiori architetti italiani del XX secolo.
Nato a Pistoia da una famiglia proprietaria di una fonderia per la lavorazione del ferro, vi lavorò come incisore per un decennio. Furono anni particolarmente difficili a causa di una vita di provincia che gli stava culturalmente stretta.
Nel 1911 si diplomò all’Istituto Superiore d’Architettura dell’Accademia di Belle Arti e nel 1914 ottenne la licenza di professore di disegno architettonico.
Durante la grande guerra vicino a Caporetto diede vita alla sua prima opera: una piccola cappella a pianta quadrata ed un campanile a telaio ligneo con muratura in pietra. Rilevante sulla facciata un angolo bucato affinchè i militari potessero assistere da fuori alle funzioni liturgiche.
Nel 1920 ottenne la cattedra al Regio Istituto Nazionale d’Istruzione Professionale di Roma, dove si trasferì con la moglie Eloisa Pacini, raffinata pittrice. Qui si dedicò soprattutto a progetti per ville, mentre in Toscana realizzò i padiglioni per la Fiera dell’Artigianato di Firenze.
L’anno che segnò la sua carriera fu il 1933, quando come coordinatore del gruppo toscano vinse il primo premio per il progetto della Stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Opera che conquistò un riconosciuto valore internazionale, sia per le qualità funzionali, sia per l’armoniosità con cui si inseriva nel contesto storico e urbano.
Grazie alla fama conquistata, Michelucci collaborò col celebre Marcello Piacentini per la sistemazione della “Città universitaria” di Roma.
Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale insegnò all’Università di Firenze dove venne eletto Presidente della Facoltà d’Architettura. A causa della sconfitta delle sue tesi innovative ma solitarie, nel 1948 si trasferì a Bologna per insegnare alla facoltà d’Ingegneria dell’Università, dove trovò un ambiente più favorevole allo sviluppo dei suoi temi.
Tornò in Toscana per realizzare quella che rappresentò un punto di svolta: una piccola chiesa a Collina (vicino Pistoia). La forma richiamava le case coloniche dei dintorni, volendo fare avvicinare i fedeli al luogo di culto. Quindi una nuova chiesa non più soltanto luogo di fede, ma anche luogo di aggregazione.
Negli anni a venire Michelucci realizzò diverse opere architettoniche: il progetto per un grattacielo a Sanremo, la chiesa della Vergine a Pistoia, la chiesa della Beata Maria Vergine di Pomarance, la piccola cappella di Lagoni di Sasso a Sasso Pisano, a Firenze il Ponte alle Grazie e la sede della Cassa di Risparmio. In quest’ultima eliminò ogni barriera utilizzando un grosso corpo centrale con grandi vetrate, creando così comunicazione tra la banca e la città.
Inoltre collaborò anche alla redazione del Piano Regolatore di Firenze e con Carlo Scarpa al riassetto di alcune sale della Galleria degli Uffizi.
Nel 1961 vennero iniziati i lavori per la chiesa dell’Autostrada del Sole, vicino Firenze. Qui ritroviamo molte caratteristiche di Michelucci: lo spazio come architettura di percorso, il rapporto tra i diversi materiali antichi e moderni, la plasticità delle superfici nella ricerca di un’integrazione tra i vari spazi architettonici e l’idea di un’architettura fatta di uomini, capace di soddisfare i bisogni non solo materiali della società.
Seguirono il progetto per il Santuario della Beata Vergine della Consolazione a San Marino (influenzato dalla chiesa dell’Autostrada) ed i progetti per le chiese di Arzignano e di Longarone (dopo la tragedia del Vajont). Nel 1966, dopo l’alluvione di Firenze, Michelucci realizzò dei disegni per la risistemazione del quartiere popolare di S. Croce, ma senza successo, come era già accaduto per la ricostruzione della zona attorno a Ponte Vecchio dopo la guerra. Successivamente insieme a Bruno Sacchi realizzò la sede del Monte dei Paschi di Siena a Colle di Val d’Elsa.
Morì nel 1990, alla vigilia del suo centesimo compleanno, pochi giorni dopo aver completato il progetto per la nuova Stazione di Empoli. Le sue ceneri riposano, assieme a quelle della moglie, nella villa Il Roseto, sua residenza ed oggi “Fondazione Michelucci”.
Michelucci nel corso della sua vita fondò molte riviste di architetura, come La Nuova Città creata tra la fine del 1945 e l’inizio del 1946.

Opere

Designed by Frush Developed by Nexibo logo