Giovanni Lami

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Biografia

Nato a Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa nel 1697, Giovanni era figlio di Benedetto Lami, medico, e di Chiara Stella Baldacci e apparteneva a una famiglia agiata e colta. Rimasto orfano di padre a soli tre anni, Giovanni ricevette le attenzioni e le cure degli zii paterni, che si interessarono alla sua formazione. Fu educato secondo i canoni propri della nobiltà del tempo: precettori privati, un anno al collegio Cicognini di Prato retto dalla Compagnia del Gesù e infine, dal 1715, gli studi giuridici presso l’Università di Pisa. Laureatosi nel 1719, si trasferì a Firenze dove intraprese gli studi di filosofia e greco presso Anton Maria Salvini, socio di importanti accademie fiorentine e europee.
Nel 1728 assunse per un anno l’incarico di bibliotecario presso Gian Luca Pallavicino a Genova. Al seguito del Pallavicino andò a Vienna, compiendo il suo primo soggiorno all’estero. Seguirono i viaggi a Parigi, in Olanda, nelle Fiandre e in Svizzera.
Nel 1733 il granduca Gian Gastone de’ Medici assegnò al Lami la cattedra di storia ecclesiastica presso lo Studio fiorentino. Impegnato nella difesa del dogma trinitario, si dimostrò simpatizzante delle teorie gianseniste, in aperta polemica con i gesuiti.
Nel 1732 intanto era divenuto bibliotecario e antiquario della famiglia Riccardi. Fece un’importante catalogo dei libri a stampa ordinandoli e classificandoli secondo criteri innovativiBeneficiando dell’esperienza quotidiana di studio e ricerca su volumi e codici, nel 1736 pubblicò a Firenze, il primo dei 18 volumi delle Deliciae eruditorum seu Veterum andekdoton opuscolorum collectanea (1736-1769). Tale opera si prefiggeva l’edizione e quindi la divulgazione di codici greco-bizantini, ma anche di opuscoli di varia provenienza; inoltre comprendeva anche opere dello stesso Lami. Inoltre rivolse le sue attenzioni e suoi studi alle collezioni di antichità in casa Riccardi, medaglie, iscrizioni, gemme, rilievi, reperti vari. Interessato a molteplici generi letterari, da Palazzo Medici Riccardi Giovanni Lami si fece ben presto un attivissimo promotore di cultura a Firenze, in continuo e dialettico rapporto di scambio con l’Italia e l’Europa grazie a un fitto carteggio conservato nella Biblioteca Riccardiana. Grazie alla piena disponibilità dei Riccardi e al loro interesse bibliofilo, il Lami poté organizzare numerosi eventi culturali, incontri ed esercitazioni accademiche nel palazzo di via Larga. Fino al 1769 il Lami fu direttore e redattore unico delle Novelle letterarie, un innovativo settimanale di lettere e scienze da lui stesso fondato. Dedicò il primo tomo uscito nel 1740 al suddecano Gabriello Riccardi.

Artefice instancabile di articoli, saggi, opuscoli, lettere, poesie, edizioni, il Lami pubblicò i tre tomi dei Memorabilia Italorum (Florentiae 1742-1748). In essi introdusse anche le biografie dei suoi maestri e dei suoi protettori, fra cui l’ultimo granduca Medici Gian Gastone e sua cognata, la principessa Violante di Baviera, che spesso aveva invitato l’erudito nella villa medicea di Lappeggi.
Dal 1737 al 1761 venne accolto in molte prestigiose accademie fiorentine. Collaborò all’edizione del 1729-1738 del Vocabolario dell’Accademia della Crusca. Nel 1748 divenne Apatista reggente. Nel 1753, insieme all’abate Ubaldo Montelatici, fondò l’Accademia dei Georgofili. Stimato e celebrato da medaglie, riconoscimenti e onorificenze, il prestigio del Lami conobbe un declino dalla fine degli anni Cinquanta, a causa delle critiche da parte di intellettuali come Marco Lastri e Giuseppe Pelli Bencivenni. Ciononostante divenne consulente teologo presso Pietro Leopoldo di Lorena. Nel 1766 pubblicò le Lezioni di antichità toscane.
Morì a Firenze il 6 febbraio del 1770. L’8 giugno in una sala di Palazzo Medici Riccardi si tenne una riunione dell’Accademia Fiorentina in suo onore. Nell’incarico di bibliotecario della famiglia Riccardi, fu sostituito da Francesco Fontani. La ricca biblioteca del Lami (114 manoscritti, 5000 volumi) venne destinata allo Studio fiorentino. Oggi la raccolta Lami è conservata in gran parte nel fondo Magliabechiano della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e nella Biblioteca Riccardiana. Presso quest’ultima è conservato un importante fondo Lami, con opere inedite, carteggi e lettere (per notizie sui manoscritti e fonti relativi al Lami, cfr. Paoli 2004, p. 232).

Opere

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