Francesco Fontani

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Biografia

Nato a Firenze il 23 maggio del 1748 da Niccolò di Paolo Fontani e Maria Francesca Meucci, Francesco apparteneva a una famiglia di modesta estrazione. Iniziò la propria formazione umanistica molto giovane presso i chierici eugeniani del duomo Firenze, per poi proseguire gli studi presso il seminario arcivescovile. Nel maggio del 1772 venne ordinato sacerdote.
Nominato maestro di grammatica latina e greca nella sede romana del liceo fiorentino Bandinelli, si trasferì nella città pontificia. Entrò in contatto con eruditi come Johann Joachim Winkelmann, celebre storico e archeologo tedesco, che influenzarono i propri interessi archeologici e antiquari. Studiò i codici presso la Biblioteca apostolica Vaticana.
Nel 1776 tornò a Firenze, richiamato dal priore Angelo Della Stufa su incarico di Scipione de’ Ricci, allora vicario generale della diocesi. Sin da giovane il Fontani, nel suo forte impegno spirituale, aveva maturato un intenso legame di amicizia stima e devozione nei confronti del Ricci, che formatosi presso i gesuiti era prossimo al pensiero giansenista. Dall’11 dicembre del 1776 fino al 1783 il Fontani fu maestro dei chierici della collegiata di San Lorenzo, mentre svolgeva alternativamente anche gli incarichi di segretario del Ricci e di parroco di Santa Lucia dei Magnoli.
Studiosi dei codici e degli incunaboli della Biblioteca Medicea Laurenziana e di quella Riccardiana, divenne consulente apprezzato del suddecano Gabriello Riccardi per l’acquisto di volumi. Nel 1783 fu nominato bibliotecario della Biblioteca Riccardiana, succedendo a Giovanni Lami. Volendo dare continuità alla serie delle Deliciae eruditorum già curata dal Lami, pubblicò tre tomi delle Novae Deliciae eruditorum seu veterum opuscolorum collectanea (1785, 1788, 1793). Si impegnò a dare alle stampe alcuni preziosi codici della raccolta Riccardiana curandone l’edizione. Fra questi era l’esemplare del Trattato della pittura di Leonardo da Vinci, che si credeva essere appartenuto a Stefano Della Bella (1792).
L’attività di poligrafo svolta a Firenze dal Fontani rifletteva i suoi variegati interessi di archeologo, filologo, antiquario. Nel 1789 curò l’edizione de I riti nuziali dei Greci in occasione del matrimonio del marchese Vincenzo Riccardi. Nel 1791 sostenne la pubblicazione dell’ Etruria pittrice o Storia della pittura toscana dedotta dai suoi monumenti, scritta da Marco Lastri. Pubblicò il Viaggio pittorico della Toscana in tre edizioni (1800, in tre tomi; 1817, in sei tomi; 1827-1834, in sei tomi) corredate da vedute di monumenti e luoghi incise dai fratelli Tirreni e altri.
Svolse una fervida attività di collaborazione con le accademie. Presso l’Accademia Fiorentina lesse vari “elogi” di personaggi illustri personalmente conosciuti e stimati, quali ad esempio Giovanni Lami (1787, pubblicato nel 1789), Anton Maria Salvini, Giovanni Gaetano Bottari (1797). Nel 1783 divenne socio dell’Accademia Colombaria, svolgendo l’incarico di segretario mentre il Ricci era presidente (1805-1810). Fu direttore della Società di Storia Patria, professando idee repubblicane. Nel 1799 venne nominato socio dei Georgofili. Infine, quando nel settembre del 1808 Napoleone riaprì l’Accademia della Crusca, il Fontani venne chiamato ad aderirvi offrendo il suo prezioso contributo: Il 23 gennaio del 1812 divenne accademico residente, dal 1815 al 1817 “massaio” e nel 1818 bibliotecario.
Per la Biblioteca Riccardiana compilò un Indice dei manoscritti in tre volumi (Firenze, Biblioteca Riccardiana, mss. 3584-3586) e in collaborazione con L. Rigoli le Illustrazioni di vari codici Riccardiani (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 3581). Quando la biblioteca venne messa all’incanto (15 luglio 1811), Fontani si adoperò molto affinché il Comune di Firenze l’acquistasse. La città salvò la biblioteca ma la destinò all’Accademia della Crusca. Il Fontani e i suoi collaboratori furono incaricati della custodia senza compensi. Con la caduta del governo napoleonico e il rientro del granduca Ferdinando III di Toscana, grazie all’opera del Fontani la Biblioteca Riccardiana rimase al Comune e, dopo la cessione allo Stato, all’amministrazione pubblica.
Nel 1815 Francesco Fontani venne rieletto bibliotecario. Morì a Firenze il 4 dicembre 1818.

Opere

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