Festeggiamenti in onore di Galeazzo Maria Sforza e papa Pio II

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Descrizione

Quando Galeazzo Maria Sforza, figlio quindicenne del duca di Milano, potente alleato dei Medici e dei fiorentini, giunse a Firenze il 17 aprile del 1459 furono indetti straordinari festeggiamenti. Il rampollo di casa Sforza fu ospitato con tutti gli onori da Cosimo il Vecchio de’ Medici nella nuova residenza di famiglia in via Larga, la cui costruzione volgeva al termine. Galeazzo Maria Sforza era giunto nella città toscana insieme a Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini, ciscuno con i rispettivi accompagnatori, per unirsi a papa Pio II Piccolomini, diretto a Mantova per indire un concilio col quale organizzare una crociata antiturca. Il pontefice soggiornò a Firenze dal 25 aprile a 5 maggio ospite degli appartamenti papali in Santa Maria Novella. Fu anch’egli accolto con tutti gli onori ma senza il fasto magniloquente che era stato tributato nei giorni precedenti al giovane Sforza, come scrisse con un certo disappunto lo stesso Piccolomini nei suoi Commentari.
Le celebrazioni in onore di Galeazzo Maria Sforza iniziarono la domenica e terminarono il martedì. Il primo giorno si tenne una giostra in piazza Santa Croce con oltre trecento partecipanti, seguita il giorno seguente da un ballo al Mercato Nuovo (l’odierno Mercato del Porcellino); il martedì poi gli ospiti assistettero nel pomeriggio a una caccia esotica nella Piazza dei Signori (oggi piazza della Signoria) con leoni e giraffe e verso sera a una armeggeria in via Larga (ora via Cavour) davanti a Palazzo Medici. Tali iniziative avevano i caratteri propri della cerimonialità cortese in voga a Firenze ancora per tutto il Quattrocento. E ancora processioni e ostentazioni, danze e banchetti si svolsero nei quindici giorni di permanenza del principe milanese in una Firenze agghindata a festa: drappi dipinti e broccati ricamati, stendardi multicolori e fiaccole accese, ornavano gli altari delle chiese, le pareti dei palazzi, le facciate degli edifici lungo le strade principali.
La giostra in Santa Croce era un evento ben noto a Firenze, organizzato tutti gli anni per il carnevale e spesso durante la primavera. Altrettanto le danze erano intrattenimenti consueti in occasione di giostre cavalleresche e feste nuziali, di solito allestite all’aperto entro logge, cortili o slarghi stradali. Invece la caccia in piazza della Signoria organizzata con l’impiego di ingegni scenici fu un evento davvero d’eccezione, assai diverso e ben più spettacolare delle consuete battute che i fiorentini tenevano nella campagna circostante alla città. L’armeggeria fu a lungo ricordata come un evento unico nel suo genere, eccezionale per sfarzo e spettacolarità. Tale festa consisteva in una sfilata e poi in una spettacolare esibizione di un gruppo di armati a cavallo accompagnati da giovinetti a piedi, tutti abbigliati con sfarzo ed eleganza. Alla armeggeria del 1459 partecipò in qualità di messere Lorenzo de’ Medici figlio di Piero allora di soli dieci anni (poi noto come il Magnifico). All’esibizione si unì anche il primo carro trionfale che le fonti ricordino a Firenze recante un Trionfo d’Amore, che probabilmente ispirò un fortunato genere iconografico ricorrente poi soprattutto in dipinti per arredi domestici.[ICO.RIF. 1]

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