Carlo VIII re di Francia a Firenze

Home / Carlo VIII re di Francia a Firenze

Descrizione

Dopo il fallimento di Piero il Fatuo, cacciato il 9 novembre con i suoi famigliari, il neonato governo repubblicano si preoccupò di fermare Carlo VIII re di Francia, che diretto verso il regno di Napoli era entrato in Toscana e si era impossessato di Pisa, i cui cittadini proclamavano la loro libertà dall’oppressione fiorentina. Una delegazione di notabili fiorentini andò a incontrare il monarca francese per dissuaderlo dall’entrare in Firenze e occupare le fortezze a lui cedute da Piero de’ Medici.Nonostante queste iniziative diplomatiche il 17 novembre 1494 Carlo VIII re di Francia fece il suo ingresso trionfale a Firenze, entrando da Porta San Frediano. I fiorentini, che pure pochi giorni prima avevano cacciato con fierezza i Medici, non poterono esimersi dall’abbellire la città per accogliere degnamente il re e il suo imponente esercito. Furono quindi approntati apparati effimeri, con stoffe dipinte, festoni, ornamenti vari, sia pure forse con minor sfarzo rispetto a occasioni simili avvenute in passato. Le decorazioni furono realizzate da importanti architetti e artisti, fra cui Filippino Lippi, Pietro Perugino e probabilmente Antonio e Giuliano da Sangallo.Savonarola accolse Carlo VIII come il “re cristianissimo”. Con un lungo corteo Carlo VIII giunse così davanti a Palazzo Medici, dove fu ospitato dalla repubblica durante il suo soggiorno. Il portone principale della dimora di via Larga era stato incorniciato da due colonne, da ornamenti e dallo stemma del re. Il monarca chiese di vedere la celebre raccolta medicea, ma gli oggetti più preziosi (pietre, argento, oro, denaro) erano stati nel frattempo portati altrove e nascosti.Nel salone al primo piano di Palazzo Medici, il 25 novembre si svolsero le trattative per la stipula del trattato. Le fonti ricordano il famoso incontro fra Carlo VIII e Piero di Gino Capponi avvenuto in questa occasione. Di fronte ai rappresentanti della repubblica, il re ribadì le condizioni del suo passaggio già imposte a Piero de’ Medici, pena il saccheggio della città al suono delle trombe dell’esercito. A tali parole, il senatore Pier Capponi stracciò i capitoli del trattato e rispose con parole rimaste celebri: “Se voi sonerete le vostre trombe noi soneremo le nostre campane”. E subito il Capponi e gli altri notabili abbandonarono la sala. Carlo VIII, che capiva di rischiare la rivolta dell’intera popolazione fiorentina contro le truppe francesi, richiamò subito indietro il Capponi, dicendogli col sorriso: “Ah Ciappon Ciappon voi siete un mal Ciappon” (Nardi[1550 circa – 1563], ed. 1842).Il re ridimensionò quindi le richieste, pur imponendo a Firenze la consegna momentanea delle fortezze di Pisa, Sarzana, Sarzanello, Ripafratta e Pietrasanta, che costituivano utili basi di appoggio nel caso di un’eventuale ritirata dal sud d’Italia. Avrebbe restituito i possedimenti alla repubblica, solo dopo la conquista di Napoli. Inoltre Firenze doveva pagargli l’ingente somma di 120.000 ducati.Carlo VIII di Francia lasciò Firenze il 28 novembre.

Designed by Frush Developed by Nexibo logo