Bartolomeo Bimbi

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Biografia

Bartolomeo di Niccolò nacque a Settignano, nei dintorni di Firenze, il 15 maggio 1648. Intorno al 1661 divenne allievo di Lorenzo Lippi, nella cui bottega rimase fino alla morte del maestro (1665). Dopo si mise sotto l’insegnamento di Onorio Marinari. A oltre vent’anni, nel 1670 andò a Roma con il cardinale Leopoldo de’ Medici diretto al conclave nel quale sarebbe stato eletto papa Clemente X. Nella città pontificia Bartolomeo entrò in contatto con Mario de’ Fiori, specialista in nature morte floreali. A Firenze lavorò inizialmente con Angiolo Gori dipingendo vasi di fiori e ghirlande intorno a immagini devote. Anche se la formazione iniziale lo aveva preparato a divenire un pittore di figura, Bartolomeo Bimbi fu soprattutto un pittore di nature morte (frutta, fiori, animali) e, più di rado, di ritratti.
Almeno dal 1685 ricevette commissioni sistematiche di dipinti con nature morte dalla corte medicea, in particolare dal granduca Cosimo III e dai figli Ferdinando e Anna Maria Luisa. Per il Granprincipe Ferdinando decorò anche i mezzanini di Palazzo Pitti e dipinse scene teatrali a Villa di Pratolino.
Inoltre lavorò per la nobiltà fiorentina, quali Ferdinando Ridolfi, gentiluomo di camera del Granprincipe Ferdinando, e Casimiro degli Albizi. Nel 1692 venne incaricato da Francesco Riccardi di dipingere con fiori e animali gli specchi della Galleria al primo piano, in collaborazione con Anton Domenico Gabbiani e Pandolfo Reschi.
Le nature morte del Bimbi si distinguevano dalle altre nelle collezioni medicee per il loro intento di riproduzione sistematica di animali frutti e piante, organizzati per specie, per stagioni per provenienza, spesso selezionati in base alla eccezionalità della forma, del peso, dell’aspetto. In tale approccio improntato al rigore scientifico dovette essere determinante la frequentazione di scienziati e naturalisti di corte come Francesco Redi, archiatra granducale e studioso di biologia animale, e Pier Antonio Micheli, prefetto dell’orto botanico, che stimolarono nel Bimbi la precisione descrittiva del soggetto naturalistico, spesso accompagnato da cartigli esplicativi. Per volere di Cosimo III, il Bimbi assumeva anche il compito di fissare in una immagine duratura esemplari di animali, frutti o piante esotiche rare ed eccezionali, che il granduca si era procurato inviando esperti naturalisti in terre lontane.
Cosimo III assegnò destinazioni diversificate ai dipinti del Bimbi in base al soggetto rappresentato: i soggetti botanici e orticoli nel casino della Topaia vicino a villa di Castello, gli animali rari o mostruosi nella villa dell’Ambrogiana, i temi floreali a villa di Castello.
Il Bimbi morì a Firenze il 14 gennaio 1729.

Opere

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