Anton Francesco Andreozzi

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Biografia

Nato a Firenze nel 1663, Antonio Andreozzi si formò probabilmente presso Giovan Battista Foggini. Venne inviato dal granduca Cosimo III de’ Medici a Roma per perfezionarsi studiando presso Ciro Ferri, per il disegno, ed Ercole Ferrata, per la scultura. Alla morte del Ferrata, Andreozzi insieme ad altri artisti fiorentini lasciò la città pontificia per tornare a Firenze. Il 2 febbraio del 1689 si immatricolò nell’Accademia delle Arti del Disegno diventando subito accademico.
Collaborò alla realizzazione della cappella Feroni nella Santissima Annunziata, approntata da una equipe di artisti su progetto del Foggini e inaugurata nel 1693. Nel frattempo realizzò la scultura in marmo raffigurante Sant’Andrea Avellino (1689-1690) per la facciata di San Gaetano, disegnata da Pier Francesco Silvani e seguita direttamente dal cardinale Giovan Carlo de’ Medici e dal granduca Cosimo III.
Negli stessi anni partecipò alla decorazione di Palazzo Medici Riccardi sotto la direzione di Giovan Battista Foggini, con pagamenti documentati fra il 1687 e il 1691. Nell’ambito di tale impresa l’Andreozzi realizzò, fra l’altro, i putti reggicortina in stucco nel cortile delle colonne, i rilievi in terracotta con il Ratto di Europa e Galatea sul cocchio marino, fregi ornamentali, sfingi e mascheroni nella galleria di Luca Giordano, putti e altre ornamentazioni nella sala di lettura della Biblioteca Riccardiana.
Nel 1696-1697 Andreozzi scolpì i busti di Cerere e Giunone per il salone di Palazzo Corsini in via del Parione. Al volgere del secolo seguente, disegnò la pianta del nuovo giardino della villa di Careggi e eseguì un fregio in terracotta con Le fatiche di Ercole per una sala.
Divenne aiutante di camera del cardinale Francesco Maria de’ Medici, suo protettore ecommittente, che nel 1703 con una lettera di raccomandazione lo introdusse a Roma presso il cardinale Benedetto Pamphilj, affinché partecipasse ai lavori della basilica di San Giovanni in Laterano promossi da Clemente XI. Dopo la morte del Medici, Andreozzi divenne aiutante di camera di Violante di Baviera moglie del granprincipe Ferdinando.
Morì nel 1730.

Opere

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