Storia della “casa vecchia” dei Medici (II)

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Descrizione

Nella divisione dei beni fra Cosimo il Vecchio e il nipote Pierfrancesco, figlio di Lorenzo, stipulata nel 1451 la vecchia casa di famiglia su via Larga fu assegnata al secondo, con la clausola che l’immobile rimanesse temporaneamente un bene comune ancora per cinque anni, probabilmente perché non era ancora conclusa la costruzione del nuovo palazzo di Cosimo, situato a pochi passi di distanza. Da tale data, la “casa vecchia” – come da allora venne chiamata – rimase di proprietà del ramo collaterale della famiglia Medici, discendente da Lorenzo il Vecchio secondogenito di Giovanni di Bicci.
Alla morte di Pierfrancesco (1476), l’abitazione passò i suoi figli Lorenzo e Giovanni, detti i Popolani, che dotarono gli ambienti di importanti opere d’arte. Alla scomparsa dei due fratelli (Lorenzo nel 1503 e Giovanni nel 1509) il palazzo passò a Pierfrancesco di Lorenzo e a Lodovico di Giovanni detto Giovanni delle Bande Nere.
Nel 1515, al compimento della maggiore età da parte di Lodovico, il minore dei due cugini, la “Casa vecchia” venne divisa in due parti distinte e indipendenti. La ristrutturazione venne realizzata da Baccio d’Agnolo e Bartolomeo di Giovanni Lippi. Le due unità immobiliari così ricavate erano molto disuguali: quella a sud, verso il Duomo, era la più ampia comprendendo i due terzi degli ambienti del palazzo originario. Con un’estrazione a sorte, la parte meridionale venne assegnata a Pierfrancesco, mentre quella più piccola verso San Marco toccò a Giovanni delle Bande Nere. Per compensare tale disparità Giovanni ebbe anche la casetta attigua all’immobile a nord su via Larga, oltre ad altri beni e rendite del valore di 3100 fiorini.
Pierfrancesco, alla sua morte, lasciò la propria abitazione ai figli Lorenzino e Giuliano. Il 6 gennaio 1537 Lorenzino uccise il duca Alessandro de’ Medici in una delle stanze verso sud. Come prescriveva la legge, la casa dove era avvenuto l’omicidio fu confiscata e gli ambienti abbattuti. La struttura (lunga circa 16 braccia) rimase in buona parte diroccata fino al Settecento: infatti, non risulta che sia mai stata del tutto distrutta per aprire il leggendario Chiasso del Traditore, un vicolo forse previsto solo in un primo tempo, ma poi mai realizzato.

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