Ranieri del Pace

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Biografia

Nato nel 1681 a Pisa Ranieri del Pace (o Paci), avviata la propria formazione nella propria città, giunse a Firenze dove divenne allievo di Pier Dandini e Anton Domenico Gabbiani.
La sua pittura dimostra inizialmente una inclinazione classicheggiante, come si osserva nei vari dipinti devoti fra cui la serie di tele devote eseguite per l’Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina e destinate a Villa La Quiete (Vestizione di San Guglielmo d’Aquitania; il Battesimo di Cristo, 1727; il Cristo portacroce, 1729).
Nel 1712 partecipò alla realizzazione degli apparati per alle feste in onore della canonizzazione di Pio V e dipinse grandi tele con Storie di san Pio V in un salone del palazzo del Vescovado a Prato.
Entrò nella cerchia di Giovan Camillo Sagrestani, importante decoratore molto richiesto con la sua equipe per la realizzazione di grandi campagne decorative nei palazzi nobiliari e nelle cappelle gentilizie della città. Così Ranieri partecipò a numerose imprese collettive dirette dal Sagrestani, dal quale subì anche una notevole influenza nello stile pittorico. Lavorò in San Jacopo Soprarno (1709), in San Dalmazio a Volterra (1709), nell’oratorio di San Tommaso d’Aquino a Firenze (1710), in Santa Verdiana a Castelfiorentino (1716), e in numerosi palazzi fiorentini: Capponi (Quattro Stagioni, i Quattro elementi e le Storie di Adone, 1704-1713), Gaddi in via del Giglio, Feroni, Giraldi poi Taddei in via Ginori – in cui lavora anche Gian Domenico Ferretti -, Tempi (oggi Bargagli Petrucci). Ancora con l’equipe del Sagrestani fu impegnato a Villa Tempi di Poggio alla Scaglia.
Eseguì un quadro e alcuni affreschi per la cappella Riccardi in San Pancrazio, rinnovata e inaugurata nel 1720 ma distrutta in periodo napoleonico.
Nel 1721 decorò ad affresco la cupola nella cappella del Sacramento in Ognissanti con la Gloria di santi francescani e Padri della Chiesa nei peducci. Probabilmente nel 1728 rappresentò le storie di quattro santi pisani nella chiesa dei Santi Andrea e Lucia a Ripoli a Cascina.
Rimangono numerosi bozzetti eseguiti dal Paci per le proprie imprese pittoriche, caratterizzati da leggerezza, rapidità di tocco e luminosità di gusto rococò.
Morì a Firenze fra il 9 e il 27 febbraio 1738.

Opere

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