Prima riunione del Comitato di Liberazione Nazionale nel giorno della liberazion

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Descrizione

Il Comitato di Liberazione Nazionale nasce il 9 settembre 1943. Ne fanno parte, sotto la presidenza di Ivanoe Bonomi (1873-1951), il Partito Comunista, il Partito Socialista di Unità Proletaria, il Partito d’Azione, la Democrazia Cristiana, la Democrazia del Lavoro e il Partito Liberale, che così rappresentano in maniera paritaria i partiti antifascisti. Il CLN si forma in risposta all’assoluta incapacità della monarchia e del suo governo di difendere il territorio nazionale dal fascismo e dall’invasione tedesca.Il nome del nuovo organismo si rifà al Comité de Libération Nationale che aveva all’epoca la sua sede nell’Algeria liberata.
Alle ore 6:45 dell’11 agosto del 1944 scatta il segnale a stormo della Martinella, la campana della torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, e le formazioni cittadine attraversano il centro, attaccando la retroguardia tedesca e fascista. Alle ore 8 dell’11 agosto, evacuata la città dalle truppe tedesche, i membri del Comitato si insediavano in Palazzo Medici Riccardi unitamente al Comando militare, con a capo il presidente Carlo Ragghianti. Gaetano Pieraccini e Carlo Martini sono nominati rispettivamente sindaco di Firenze e presidente della Provincia.
Innanzitutto, si invita la popolazione a ritirarsi entro le case per ragioni di sicurezza e le forze volontarie vengono dislocate in periferia. Si delibera poi la diffusione di un manifesto alla popolazione. Quindi, preso atto che il Governo militare alleato (AMG) stava provvedendo ad un invio di viveri e di acqua nella città, si predispongono le misure necessarie per il trasporto e la destinazione delle forniture. Infine, sono deliberati provvedimenti per la caccia ai franchi tiratori.
Nel corso della stessa riunione, il comandante avverte della necessità di razionalizzare le munizioni, per cui vengono date istruzioni di sparare soltanto quando si fosse sicuri del bersaglio. In quel momento le linee erano tenute da 600 uomini. La situazione rimaneva problematica: i tedeschi avrebbero potuto fare una spedizione punitiva in città, sia di sera che di giorno, e perciò bisognava rimanere in guardia.
Il 16 agosto il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale consegna i poteri di governo provvisorio agli Alleati, che riconoscono il CTLN come l’unico corpo con funzioni consultive rappresentativo della popolazione e ne ratificano tutto l’apparato amministrativo e civile. La guerra a Firenze si protrae intensamente per tutto il mese di agosto e si può dire conclusa solo con la liberazione di Fiesole da parte dei partigiani, il 1 settembre 1944.
Nel contempo, esce il primo numero de “La Nazione del Popolo”, organo del CTLN. La direzione del giornale è affidata ad una commissione di cinque membri (tra cui Carlo Levi per il Partito d’Azione), in rappresentanza dei cinque partiti. Attraverso le testate, si vuole comunicare ai lettori l’importanza della partecipazione alla vita politica quale dovere fondamentale del cittadino e promuovere i valori democratici essenziali.
Il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale fu l’organo politico della Resistenza toscana, nonché il primo autogoverno popolare italiano, e tese fin dalla sua costituzione a presentarsi non solo come guida politica della lotta resistenziale ma anche e soprattutto come organo di governo del territorio liberato dall’occupazione nazifascista. In un manifesto ai toscani, approvato dal CTLN il 7 giugno 1944 e reso pubblico il 14 dello stesso mese, l’assunzione dei poteri venne sostenuta con la necessità di “meritarsi la libertà” chiamando la popolazione alla mobilitazione generale: il Comitato era rappresentante del popolo e ad esso, d’accordo con le autorità alleate, si attenevano le formazioni partigiane e tutti i cittadini liberi. Il CTLN, tuttavia, è rimasto in funzione anche dopo la liberazione per svolgere opera di ricostruzione materiale e rinnovamento morale. Pur nel progressivo svuotarsi delle proprie prerogative politiche dopo l’estate 1945, il CTLN non mancò di impegnarsi attivamente sul piano del radicamento territoriale e della raccolta di informazioni per le commissioni di epurazione. Per la celebrazione del primo anniversario della Liberazione di Firenze, l’allora presidente del Consiglio Ferruccio Parri conferisce la medaglia d’oro alla città.
Il Comitato si sciolse il 26 giugno 1946.

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