Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, detto il Popolano

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Biografia

Figlio di Pierfrancesco de’ Medici e di Laudomia Acciaiuoli, Lorenzo nacque a Firenze il 4 agosto 1463. Era il terzo Lorenzo della stirpe medicea, nipote di Lorenzo il Vecchio e biscugino di Lorenzo il Magnifico. Per la prematura morte del padre Pierfrancesco (1476), Lorenzo rimase orfano all’età di 13 anni. Insieme al fratello Giovanni passò quindi sotto la tutela di Lorenzo il Magnifico, che allevò i suoi protetti insieme ai propri figli preoccupandosi di fornire loro una formazione colta e ricercata. Fra i maestri di Lorenzo junior, infatti, c’erano il poeta Naldo Naldi, l’umanista Giorgio Antonio di Amerigo Vespucci, il filosofo Marsilio Ficino e il letterato Agnolo Poliziano. Fra il 1476 e il 1490 il Ficino indirizzò al suo allievo, chiamato Laurentius minor, alcune lettere intessute di consigli, ammonimenti etici, esortazioni religiose ed elogi, che rispecchiano i principi fondanti della formazione di Lorenzo. Inoltre il filosofo era solito regalare libri al proprio pupillo che ne forgiassero fra cui il proprio Liber Vita e un manoscritto con i dialoghi di Platone. Per parte sua, il Poliziano – maestro principale dei rampolli di casa Medici nei quali infuse l’amore per l’antichità classica – dedicò a Lorenzo la selva Manto pubblicata nel 1482, due epigrammi nel 1484 e un’elegia intitolata Ad Laurentium Medicem juniorem. Dunque Lorenzo di Pierfrancesco crebbe nell’ambiente culturale e filosofico proprio dell’entourage del Magnifico, condividendone frequentazioni, interessi, ideali. Egli stesso fu poeta scrivendo versi in volgare e fu committente e protettore di artisti e letterati.Lorenzo di Pierfrancesco fu un uomo d’affari dedito ad attività commerciali e bancarie. Si immatricolò con il fratello Giovanni nelle Arti del Cambio e di Calimala nel 1480 e nel 1485 e da solo nell’Arte della Seta nel 1497. Nel 1482 sposò Semiramide Appiani, figlia di Jacopo III signore di Piombino, matrimonio promosso e favorito dal Magnifico. I rapporti con il cugino tutore si stavano però deteriorando, dato che questi si rifiutava di restituire la parte del patrimonio spettante ai figli di Pierfrancesco posto sotto la sua custodia e anzi ne aveva prelevato una grossa somma di denaro per far fronte alla crisi finanziaria del banco. Intanto il 1° ottobre 1484 Lorenzo di Pierfrancesco fu squalificato dall’elezione del consiglio dei Duecento per insolvenza nei confronti del fisco. La situazione precipitò a tal punto da poter essere ricomposta solo tramite un arbitrato legale, concluso il 22 novembre 1485. Nonostante la sentenza non soddisfacesse nessuna delle parti, i due fratelli ottennero come risarcimento la villa di Cafaggiolo e altre proprietà in Mugello.In città Lorenzo di Pierfrancesco abitò nella “casa vecchia” di famiglia posta su via Larga a pochi passi dal palazzo fatto costruire da Cosimo il Vecchio, allora residenza del Magnifico e dei suoi figli. Gli ambienti della casa erano impreziositi da opere eccelse, ricordate negli inventari del 1499, del 1503 e del 1516: codici e libri rari come le Quintiliani Institutiones Oratoriae miniate da Francesco di Antonio del Chierico nel 1476; capolavori quali la Primavera e la Pallade e il Centauro di Botticelli. Secondo recenti contributi (vedi bibliografia: Baldini 2003, Cecchi 2005), quest’ultima opera potrebbe essere stata realizzata in occasione delle nozze di Lorenzo di Pierfrancesco (Cecchi 2005) oppure in vista di quelle del fratello Giovanni con Luisa figlia del Magnifico, poi mai celebrate per la morte improvvisa della promessa sposa (Baldini 2003). Fuori città Lorenzo possedeva la villa del Trebbio in Mugello, lasciata in eredità da Giovanni di Bicci al nonno Lorenzo il Vecchio. Nel 1477, su indicazione del Magnifico, acquistò villa di Castello. L’ostilità nei confronti del ramo dei cugini, che sembrò – almeno apparentemente – ricomporsi dopo il contrasto del 1485, si riaccese dopo la morte del Magnifico (1492) nei due anni in cui il figlio di questi, Piero detto il Fatuo, fu Signore di Firenze. Lorenzo di Pierfrancesco assunse una posizione di tutto rilievo nell’ambito dell’oligarchia antimedicea, propensa a cercare la collaborazione del re di Francia, Carlo VIII, per rovesciare il governo di Piero. Nel maggio del 1494, per questo, fu condannato all’esilio insieme al fratello. Ma già nel novembre, dopo l’insurrezione popolare capeggiata da fra’ Girolamo Savonarola e la cacciata di Piero il Fatuo e dei suoi figli (1494), Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco tornarono a Firenze e assunsero l’appellativo di Popolani in segno di fedeltà alla neonata repubblica fiorentina. Il 24 novembre 1494 Lorenzo venne eletto fra i venti Accoppiatori incaricati di riformare il sistema amministrativo, nonostante l’età stabilita dalla legge fosse i 40 anni. Lorenzo il Popolano cercò quindi di dare particolare risalto alla propria figura tanto da essere considerato dalle famiglie gentilizie cittadine l’erede del primato politico e culturale del Magnifico. Infatti avviò una accorta attività diplomatica, si dedicò con impegno alle lettere, protesse artisti, come Botticelli e Michelangelo, e uomini di cultura, fra cui Alessandro Braccesi e Bartolomeo Scala che gli dedicarono le loro opere. Con il fratello Giovanni, ospitò e protesse letterati greci fra cui il poeta Michele Marullo detto il Tarcaniota autore del volume Hymni et Epigrammata dedicato allo stesso Lorenzo di Pierfrancesco e dato alle stampe il 26 novembre 1497. Lorenzo stesso scrisse versi e compose una sacra rappresentazione, l’Invenzione della Croce. Nel 1494 fondò una manifattura di ceramica, che poi trasferì a Cafaggiolo. Per suo volere, intorno al 1495 Michelangelo scolpì un San Giovannino, purtroppo perduto o mai identificato. Grazie proprio all’aiuto e alle lettere di presentazione di Lorenzo il Popolano, nel 1496 il Buonarroti partì per Roma e si introdusse nell’ambiente della curia e dei banchieri fiorentini trasferiti nella città papale. L’artista mantenne vivi i rapporti con il suo protettore inviandogli lettere: una di queste, datata 2 luglio 1496 fu recapitata al destinatario, allora a villa del Trebbio, da Botticelli. Con il pittore, Lorenzo minor alimentò un rapporto già iniziato molti anni addietro e gli commissionò varie opere, fra cui le decorazioni di alcune stanze della villa del Trebbio (1495) e di quella di Castello (1497), andate perdute. Inoltre forse già da tempo, l’artista lavorava alla serie di illustrazioni dell’Inferno di Dante miniate su 91 fogli di pergamena, oggi divisi fra la Biblioteca Vaticana e il Kupferstichkabinett di Berlino (1485-1500). Intanto, mentre il governo andava assumendo un’impronta sempre più savonaroliana, gli esponenti delle maggiori famiglie fiorentine erano sempre più a rischio e sottoposti a diffidenze. Così Lorenzo di Pierfrancesco alternò sempre più viaggi nelle Fiandre a lunghi soggiorni presso la villa del Trebbio. Tornato a Firenze, dopo la morte del fratello Giovanni nel 1498, fu inviato come ambasciatore presso il nuovo re di Francia Luigi XII per render conto della riconquista di Bibbiena, occupata da truppe favorevoli a Piero il Fatuo e a Giuliano de’ Medici. Ma ancora nel 1501 fu sospettato di aver favorito l’avanzata del Valentino per rovesciare il governo repubblicano. Morì a Firenze nel 1503.

Cronologia

1463 – Lorenzo nasce da Pierfrancesco de’ Medici e Laudomia Acciaiuoli.
1467 – Nasce il fratello Giovanni.
1476 – Francesco di Antonio del Chierico minia le Quintiliani Institutiones oratoriae, possedute da Lorenzo di Pierfrancesco.
1477 – Lorenzo di Pierfrancesco acquisisce villa di Castello su consiglio di Lorenzo il Magnifico.
1478 – Congiura dei Pazzi. Guicciardini nei Discorsi ricorda come Lorenzo di Pierfrancesco fosse reputato un degno successore del Magnifico nel caso questi non fosse sopravvissuto. ­ Il Magnifico attinge una grossa somma dal patrimonio di Lorenzo e Giovanni. Marsilio Ficino scrive una lettera ispirata da intenti pedagogici a Lorenzo di Pierfrancesco.
1480 – Immatricolato nell’Arte del Cambio con il fratello Giovanni. A diciassette anni membro della Balia. Studia presso Agnolo Poliziano.
1481 – Aprile: contratto di matrimonio con Semiramide Appiani. Le negoziazioni per il matrimonio furono dirette da Bartolomeo Scala. ­14 maggio: il giovane viene accolto nella compagnia di Santo Spirito con il figlio di Lorenzo il Magnifico. ­ Il Magnifico rifiuta di restituire il patrimonio di Lorenzo e Giovanni amministrandolo per i propri interessi. Il 18 ottobre Marsilio Ficino scrive a Lorenzo di Pierfrancesco per esortarlo a non coinvolgere nel dissidio con il Magnifico, anche amici quali se stesso e Amerigo Vespucci.
1482 – Il 19 luglio Lorenzo di Pierfrancesco sposa Semiramide Appiani figlia di Jacopo III, signore di Piombino, che gli porta in dote 4.000 fiorini d’oro. E’ morta, nel frattempo, la madre di Lorenzo. Poliziano gli dedica la selva Manto preceduta da un lettera. Nel novembre Poliziano dedica a Lorenzo i suoi Commentari alle Egloghe di Virgilio.
1483 – A venti anni è ambasciatore in Francia con Gentile de’ Becchi e Antonio Canigiani e assiste alla cerimonia di investitura di re Carlo VIII di Francia; ne approfitta per stringere rapporti politici personali con la corte francese. Tornano il 1° marzo 1484.
1483-84 – alla villa di Cafaggiolo Lorenzo e Giovanni ricevono come loro ospite Guillaume de Briconnet, vescovo di Saint Malo e personaggio di spicco della corte francese.
1484 – A ventuno anni è membro dell’ufficio del catasto. Ma il 1° ottobre è escluso dall’elezione al consiglio dei Duecento perché insolvente col fisco.
1485 – Ancora immatricolato nell’Arte del Cambio e nell’Arte di Calimala con il fratello Giovanni. Nasce il primo figlio, Pierfrancesco. Il 22 novembre, una sentenza arbitrale impone al Magnifico di pagare il suo debito nei confronti di Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco. Giudice di pace nel contraddittorio è Bartolomeo Scala.
1486 – Nel settembre, il Magnifico ottiene un miglioramento della sentenza del 1485.
1488 – Nel febbraio, il Magnifico ottiene il secondo aggiustamento del compromesso del 1485. Nasce il secondo figlio.
1489 – Assassinio di uno degli Otto di Guardia: Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco chiedono al Magnifico una pena più lieve, ma sono allontanati e il colpevole impiccato. In seguito, Lorenzo scriverà lamentando la sorte di coloro che vivono sotto una tirannia. ­ Giunge a Firenze il letterato Michele Marullo, che entra in stretto rapporto con Lorenzo e Giovanni. Marullo dedica a Lorenzo di Pierfrancesco la prima edizione degli Epigrammata stampati a Roma.
1492 – Muore Lorenzo il Magnifico.
1494 – Fra aprile e maggio Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco vengono confinati a Castello e al Trebbio e poi esiliati per volere di Piero di Lorenzo de’ Medici, detto il Fatuo. Il 9 novembre viene proclamata la repubblica, dopo la cacciata di Piero e dei suoi figli. Il 12 novembre, Lorenzo e Giovanni tornano dall’esilio dopo essersi uniti a Carlo VIII e Lodovico Sforza. Si fanno chiamare “Popolani”. Lorenzo è eletto fra i venti Accoppiatori incaricati di riformare lo stato; per consentire la nomina fu abbassato il limite di età che era ai 40 anni.
1495 – Il 14 febbraio con il fratello Giovanni si accorda con Caterina Sforza, signora di Imola e di Forlì, per la vendita di una ingente quantità di grano. Fra il 5 marzo e l’11 giugno, Lorenzo andò a Napoli con l’ambasceria inviata dalla Repubblica fiorentina incaricata di salutare e rendere omaggio a Carlo VIII insediato sul trono degli aragonesi. ­ In una lettera del 25 novembre Semiramide Appiani ricorda che Sandro Botticelli ha dipinto “certe cose” a villa del Trebbio. ­ Risiede qualche tempo nelle Fiandre.
1496 – Michelangelo, tornato all’inizio dell’anno da Bologna, scolpisce il San Giovannino in marmo (perduto) per Lorenzo di Pierfrancesco. ­ Il 29 marzo, Filippino Lippi termina la Adorazione dei Magi (Firenze, Uffizi) per i monaci di Scopeto, con i ritratti di Lorenzo, Giovanni e del padre Pierfrancesco nei panni dei Magi. ­ Lorenzo alterna soggiorni nelle Fiandre a lunghi periodi di ritiro al Trebbio. ­ In giugno Michelangelo si trasferisce a Roma portando con sé lettere di presentazione di Lorenzo. Scrive quindi al Medici varie lettere: quella del 2 luglio viene recapitata al destinatario residente al Trebbio da Botticelli.
1497 – Immatricolato nell’Arte della Seta. ­ Paga a Botticelli la decorazione di alcune stanze della villa di Castello. Intorno a questi anni (entro il 1499) il pittore con la bottega realizza la pala per l’oratorio del Trebbio raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Domenico, Cosma, Damiano, Francesco, Lorenzo, Giovanni Battista (Firenze, Accademia, inv. 1890 n. 3438) ­ Il 29 giugno va per qualche tempo in volontario esilio nelle Fiandre. ­ Bernardo del Nero e altri esponenti di importanti famiglie fiorentine tentano di sovvertire lo stato savonaroliano, sperando nell’appoggio di Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco.
1498 – Il 20 maggio muore a Santa Maria in Bagno Giovanni, fratello di Pierfrancesco, che aveva appena sposato Caterina Sforza. ­ Il 23 maggio muore fra’ Girolamo Savonarola, giustiziato in piazza della Signoria. ­ Lorenzo viene inviato come ambasciatore presso il nuovo re Luigi XII di Francia.
1499 – Inventario di tutti i beni del ramo dei Medici ‘popolani’. Testamento di Marsilio Ficino che lascia in eredità a Lorenzo di Pierfrancesco l’edizione greca dei Dialoghi di Platone.
1499 – Maggio: Giuddantonio Vespucci e Bernardo Rucellai da un lato e Paolantonio Soderini e Giambattista Ridolfi dall’altra discutono sull’opportunità di mettersi sotto la guida del Popolano per spartirsi il controllo del governo.
1501 – Sospettato di voler sovvertire lo stato in accordo col Valentino per sovvertire lo stato in occasione dell’avanzata del condottiero fino a Campi.
1503 – Il 20 maggio muore. Amerigo Vespucci dedica a Lorenzo di Pierfrancesco il Mundus Novus (1503-1504).

Opere

Opere letterarie

Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e altri, Rime, con disegni a penna coevi, codice cartaceo (prima metà del XVI secolo); Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 41.33Collezionismo e committenza

Dipinti: Sandro Botticelli, Primavera, 1482 circa; Firenze; Galleria degli Uffizi (registrato nella “casa vecchia” in un inventario del 1498) – Sandro Botticelli, Pallade e Centauro, 1487-88 circa; Firenze, Galleria degli Uffizi (registrato nella “casa vecchia” in un inventario del 1498) – Sandro Botticelli, La Nascita di Venere; Firenze, Galleria degli Uffizi (ricordata nella villa di Castello da Giorgio Vasari nell’edizione delle Vite del 1550) – Sandro Botticelli e bottega, Madonna con il Bambino, tra i santi Domenico, Cosma e Damiano, Francesco, Lorenzo e Giovanni Battista, entro il 1499, Firenze, Galleria dell’Accademia (nella cappella di Villa il Trebbio) – Sandro Botticelli, dipinti a Villa di Castello, 1495; perduti – Sandro Botticelli, dipinti a Villa Il Trebbio, 1495; perduti
Sculture: Michelangelo, San Giovannino; perduto (già Firenze, “casa vecchia” dei Medici)
Codici miniati : Quintiliani Institutiones oratoria, 1476 circa, con miniature di Francesco di Antonio del Chierico e dedica a Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, II, 385 – Geografia di Tolomeo tradotta in latino da Jacopo Angeli da Scarperia con la dedica a Lorenzo di Pierfrancesco, 1455-1462 circa; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 30.2 – Sandro Botticelli, illustrazioni per la Commedia di Dante (1485-1500 circa) in oltre 100 tavole di cui ne rimangono 85 al Kupferstichkabinett di Berlino e 7 nella Biblioteca Apostolica Vaticana.
Volumi a stampa: Michele Marullo detto il Tarcaniota, Hymni et Epigrammata, con dedica a Lorenzo di Pierfrancesco, Firenze, 26 novembre 1497
Altri codici e volumi: un papiro di Lysia et Herodiano, un codice di Pausania, un volume con i dialoghi di Platone lasciato in eredità dal Ficino, una copia manoscritta del De re aedificatoria di Leon Battista Alberti.
Mosaici: Davide Ghirlandaio e bottega, pala d’altare per la cappella funerarie di Jean de Ganay, cancelliere di Francia , 1496 circa; Ėcouen, Musée de la Renaissance

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