L’insediamento di Cosimo I

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Descrizione

Appena saputo dell’assassinio di Alessandro I avvenuto ad opera del cugino Lorenzino nella notte del 6 gennaio del 1537, il cardinale Innocenzo Cybo, fidato consigliere e delegato ducale, riuscì a tenere la situazione sotto controllo cercando di non diffondere la notizia. L’8 gennaio il Cybo riunì i consiglieri del duca di nascosto in una soffitta del suo appartamento in
Palazzo Medici: i notabili, che cercavano un possibile successore al trono, scartarono l’ipotesi di nominare Giulio, il piccolo figlio naturale di Alessandro, e avanzarono piuttosto il nome del diciassettenne Cosimo, figlio di Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati. Il 9 gennaio, il Senato dei Quarantotto, riunito nella sala dell’appartamento del Cybo prospiciente via Larga al primo piano della dimora medicea,
deliberò che Cosimo di Giovanni de’ Medici era il “capo et primario del governo della città di Firenze”. Lo stesso giorno il ministro imperiale Fernandez de Silva, conte di Cifuentes, mandava Camillo Colonna per vigilare sulla città.Nel frattempo Cosimo, su consiglio di amici fedeli, aveva lasciato la villa del Trebbio e si era trasferito presso la madre a Firenze nella “casa vecchia” in via Larga. La mattina della elezione Cosimo pranzò in Palazzo Medici nelle stanze fino a qualche giorno prima abitate da Alessandro: prendeva così simbolicamente
possesso della dimora fino ad allora appartenuta al ramo principale di famiglia, che da un secolo aveva governato su Firenze. Il giovane Medici si affacciò quindi ripetutamente ai balconi per dare soddisfazione alla folla che era accorsa a rendergli omaggio.Poi la sera, per rispetto alla vedova, Margherita d’Austria, fece temporaneamente ritorno dalla madre alla “casa vecchia”. Margherita fu quindi trasferita alla Fortezza da Basso da Alessandro Vitelli. La duchessa, che si era portata con sé l’inventario dei beni del palazzo, non vi tornò e si trasferì
quindi presso la casa di Ottaviano de’ Medici.L’elezione di Cosimo I necessitava dell’approvazione imperiale. Già nel gennaio Bernardo de’ Medici fu mandato in Spagna in veste di ambasciatore per annunciare a Carlo V l’avvenuta nomina di Cosimo di Giovanni. L’11 maggio 1537 giunse a Firenze il conte di Cifuentes, per curare gli interessi dell’imperatore Carlo V e della figlia Margherita.
L’illustre personaggio prese dimora in Palazzo Medici, dove si svolsero le trattative per gli accordi. Il messo imperiale ribadì l’impegno del duca di Firenze a custodire le fortezze di Firenze, Pisa e Livorno per conto dell’imperatore, secondo quanto aveva promesso Alessandro l’anno precedente in occasione del suo matrimonio. Nel contempo con un diploma del 21 giugno del 1537 il delegato imperiale certificava la legittimità della successione di Cosimo de’ Medici ad Alessandro I sul trono ducale. Per parte sua Margherita lasciò i beni
immobili ereditati da Alessandro a Cosimo, ma pretese un ingente appannaggio in denaro oltre a gioielli e arredi preziosi. Vinti i fuorusciti presso Montemurlo il 31 luglio 1537 con l’aiuto delle truppe imperiali al comando di Alessandro Vitelli, Cosimo abbatteva definitivamente ogni tentativo di ripristino delle antiche istituzioni comunali e repubblicane. Il principato mediceo non sarebbe mai più stato minacciato.
Gli sconfitti prigionieri, appartenenti a importanti famiglie fiorentine di fede antimedicea, furono portati a Firenze e trascinati in Palazzo Medici al cospetto di Cosimo e di sua madre, Maria
Salviati, davanti ai quali si inginocchiarono per chiedere clemenza. Fra di loro c’era anche Baccio Valori che nel 1530 aveva abitato nella dimora medicea per governare la città: fu giustiziato insieme a molti altri.
Invece, Filippo Strozzi, marito di Clarice di Piero de’ Medici, fu incarcerato per volere dell’imperatore nella Fortezza da Basso dove morì suicida. Fra i grandi delusi del momento c’era Francesco Guicciardini che si ritirò dalla scena politica.Per parte sua, incoraggiato dall’importante successo militare, Cosimo inviò come ambasciatore presso Carlo V, Averardo Serristori per poter ottenere l’ambito riconoscimento a duca di Firenze, il pieno possesso del fortezze toscane, e la mano di Margherita d’Austria. Ottenne solo il titolo ducale, sancito dal diploma imperiale del 30 settembre. Per volere dell’imperatore l’anno seguente Margherita sposò Ottavio Farnese, nipote di papa Paolo III.

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