Le origini della famiglia Medici

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Descrizione

Le notizie sulla famiglia Medici precedenti alla metà del Duecento sono assai scarse e dubbie, non essendo supportate da documenti e fonti attendibili. Di rado gli studi dedicati a questa famiglia, una delle più celebri della storia, si sono cimentati a rintracciare le effettive origini e a ricostruire le vicende precedenti ai tempi della grande ascesa economica e politica dei Medici. Solitamente le fonti e la tradizione letteraria ricordano che i Medici erano originari del Mugello, la zona a nord-est di Firenze oggi comprendente i territori comunali di Barberino di Mugello, San Piero a Sieve, Scarperia, Borgo San Lorenzo e Vicchio. Ma tale informazione non ha fondamenti documentari certi e si basa sul fatto che dal XIV secolo i Medici risultano essere proprietari fondiari della zona. Era infatti naturale per i mercanti del Duecento, che alimentavano le loro fortune economiche in città, acquistare terre nella zona del contado da cui provenivano. In compenso numerose sono le leggende fiorite soprattutto in epoca granducale (XVI-XVII secolo), quando la fantasia e la penna degli eruditi di corte si esercitavano a dar lustro alle origini della stirpe allora regnante in Toscana. Secondo un manoscritto secentesco oggi nella Biblioteca Moreniana, in epoca altomedievale i Medici furono legati agli Ubaldini, allora feudatari molto potenti nel Mugello, e almeno dal 1030 possedevano i castelli di Castagnolo e di Petrone situati presso l’odierna Scarperia. Il manoscritto della Biblioteca Moreniana n. 24 intitolato Origine e discendenza della casa dei Medici di Firenze, è stato attribuito a Cosimo Baroncelli (1569-1626), cameriere di don Giovanni de’ Medici. La medesima fonte riporta inoltre un racconto dai toni fiabeschi che intende nobilitare le origini della schiatta medicea e del suo stemma. Questa sorta di romanzo cortigiano presenta come capostipite un certo Averardo de’ Medici – nome poi ricorrente nella famiglia fra Due e Trecento – che fu un comandante dell’esercito di Carlo Magno, imperatore nonché ‘rifondatore’ di Firenze. Una volta il valoroso Averardo, mentre era impegnato a liberare il territorio toscano dall’invasione dei Longobardi, sconfisse un gigante chiamato Mugello, che terrorizzava la zona omonima dell’Alta Val di Sieve. Durante lo scontro, il gigante Mugello conficcò la propria mazza dentata (o forse le palle del flagello) nello scudo dorato di Averardo: i segni rimasti impressi sull’arma del cavaliere suggerirono l’emblema araldico delle palle o “bisanti” nel blasone mediceo. Così, dopo la mitica impresa di Averardo, i lontani avi di Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico si sarebbero trasferiti nella regione del Mugello.La notizia che i Medici si insediassero in Mugello in epoca tanto antica sembra, però, ridimensionata da un’altra testimonianza, più attendibile. Infatti, il Libro di memorie di Filigno de’ Medici scritto nel 1374 ricorda che i Medici compirono i primi consistenti acquisti di terre in Mugello fra il 1260 e il 1318, mentre possedevano immobili di una certa rilevanza a Firenze almeno già dal 1169. Utilizzando gli scarsi dati disponibili, risulta in ogni caso difficile stabilire se i Medici, agli albori della loro storia siano stati proprietari terrieri molto agiati che hanno cercato in città nuove occasioni di ascesa e sviluppo oppure se invece siano stati cittadini abbienti che per riscattarsi dalla propria estrazione popolare ha realizzato alleanze propizie con famiglie nobili e investimenti nelle campagne.

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