I Riccardi comprano Palazzo Medici

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Descrizione

Il 28 marzo del 1659 Gabriello Riccardi, Maggiordomo Maggiore alla corte granducale, acquistava Palazzo Medici per 40.000 scudi. Il contratto, redatto dal notaio Tommaso Assirelli, venne stipulato nell’abitazione del senatore Cristoforo Marzi Medici. Con Gabriello era presente all’atto di compravendita anche Francesco, suo nipote e futuro erede, allora di appena undici anni e dunque affiancato da due procuratori, Carlo Rinuccini e Carlo Torrigiani. Il pagamento venne suddiviso fra i due acquirenti: 11.333 scudi spettarono a Gabriello e 28.667 a Francesco. A garanzia dell’acquisto venne ratificato anche il consenso del principe Cosimo, erede al trono granducale, e degli zii cardinali Carlo, Giovan Carlo, Leopoldo, Mattias.
Il granduca Ferdinando II vendendo il palazzo di via Larga, intendeva probabilmente far fronte alle difficoltà finanziarie in cui versava. Ma nello stesso tempo concedendola a Gabriello Riccardi, “non solo come privata persona, ma come Principe supremo”, conferiva al suo funzionario più importante un insigne riconoscimento e un grande onore. D’altra parte per la famiglia Riccardi l’acquiszione della dimora che era stata di Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico segnava un passo importante per la famiglia Riccardi, ammessa negli albi nobiliari solo dal 1606 e tutta tesa nella propria ascesa sociale.
Con l’acquisto i Riccardi entravano in possesso dell’edificio quattrocentesco edificato da Michelozzo e, insieme, di tre fabbricati annessi, due su via Ginori e una su via Larga, al momento assegnati in usufrutto dal cardinale Carlo de’ Medici ad alcune famiglie. I nuovi acquirenti si dovettero impegnare a risarcire tali famiglie per un totale di 90 scudi fino alla morte del cardinale Carlo. I membri della famiglia Medici e i loro cortigiani che ancora risiedevano nel palazzo di via Larga poterono trasferirsi in Palazzo Vecchio.

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