Giuseppe Maria Terreni

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Biografia

Nato a Livorno nel 1739, Giuseppe Maria Terreni fu forse allievo di Ignazio Hugford. Iniziò la propria attività ventenne come incisore per poi diventare pittore negli anni Settanta (affreschi nella cupola del Santuario di Montenero, 1771-1773).
Fu un importante frescante nella Firenze dei Lorena. Fu impegnato nella decorazione dell’ala sud della Villa di Poggio Imperiale, raffigurando grottesche e finti quadri, cammei, finti bassorilievi a monocromo e finti quadri con vedute di paesaggi popolati da figurette. A tale decorazione si ispira quella in una sala di Palazzo Medici Riccardi (studio del Prefetto), commissionata probabilmente dal suddecano Gabriello Riccardi e riferita allo stesso Terreni o a un suo seguace.
Nel 1778-1779, a seguito di un incendio che aveva devastato il corridoio di ponente degli Uffizi, il Terreni partecipò al rifacimento degli affreschi della volta. Dipinse inoltre nel Palazzo della Crocetta (ora Museo Archeologico), nella sala della Musica di Palazzo Pitti (1790 ca.), nella cappella del Rosario nella certosa di Calci (Pisa).
Apprezzato vedutista, il Terreni fissò nelle sue opere momenti salienti delle cerimonie cittadine, come le feste organizzate nel 1785 per la venuta dei re di Napoli (Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna) e quelle allestite che si tenevano alle Cascine (1791). Per i Lorena fu a lungo attivo non solo come pittore e decoratore, ma anche come scenografo e restauratore. Dalle collezioni lorenesi proviene la Veduta di Firenze da Bellosguardo del 1789 (anch’essa presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), in cui la veduta quieta e lucida della città in lontananza incorniciata da una natura idilliaca pare un omaggio al governo stabile di Pietro Leopoldo.
Giuseppe Maria Terreni morì a Livorno nel 1811. Numerose opere eseguite dal Terreni nella sua città sono andate perdute durante la seconda guerra mondiale.
I fratelli di Giuseppe Maria, Jacopo e Antonio, furono apprezzati incisori e maestri di scagliola.

Opere

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