Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, detto il Popolano

Home / Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, detto il Popolano

Biografia

Figlio secondogenito di Pierfrancesco de’ Medici e Laudomia Acciaioli, Giovanni nacque a Firenze il 21 ottobre 1467 e fu battezzato il giorno 23 dello stesso mese con il nome di Giovambattista. Insieme al fratello maggiore visse nella “casa vecchia” di famiglia situata su via Larga a pochi passi dal palazzo fatto costruire da Cosimo il Vecchio (vedi schede correlate). Dopo la morte del padre Pierfrancesco nel 1476, i due fratelli acquisirono una imponente eredità, costituita dalla residenza di città e da castelli e terre nel contado nelle zone di Prato e del Mugello. Lasciando due figli ancora molto giovani, nel testamento del 19 luglio del 1476 Pierfrancesco indicò come loro tutori la nonna Ginevra Cavalcanti, vedova di Lorenzo di Giovanni di Bicci (detto Lorenzo il Vecchio), e i due biscugini Lorenzo e Giuliano, figli di Piero il Gottoso. Lorenzo il Magnifico, anche se forse approfittava della propria posizione di tutore attingendo al patrimonio dei due fratelli, si preoccupò molto della loro educazione e dei loro interessi finanziari: i due giovani crebbero dunque nell’ambiente colto e raffinato di cui si circondava il Magnifico, forgiati dagli insegnamenti di importanti filosofi e letterati come Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano, anche se probabilmente Giovanni – dal carattere inquieto e focoso – coltivò in modo meno appassionato gli studi. Sollecitati da una tale formazione i due fratelli riunirono nella propria abitazione su via Larga una importante biblioteca, in cui erano compresi straordinari volumi miniati, manoscritti e codici greci e latini. Il loro interesse per la tradizione classica e il collezionismo in genere, li portò a promuovere la cultura greca e a proteggere umanisti, come i poeti Giovanni Agyropulo di Costantinopoli, insegnante di filosofia greca a Firenze fra il 1477 e il 1481, e Michele Marullo Tarchaniota, greco giunto da Roma nel 1489, particolarmente legato a Lorenzo.Il 17 maggio 1477 il Magnifico spinse i due figli del cugino Pierfrancesco ad acquistare la proprietà della Villa di Castello con i terreni annessi, mentre possedevano già villa Il Trebbio un tempo appartenente al nonno Lorenzo il Vecchio. I rapporti fra i figli di Pierfrancesco e il Magnifico, loro biscugino nonché tutore, probabilmente andarono deteriorandosi, dato che quest’ultimo si rifiutava di restituire la parte del patrimonio spettante a Lorenzo e Giovanni posti sotto la sua custodia e anzi ne aveva prelevato una grossa somma di denaro per far fronte alla crisi finanziaria del banco. La situazione precipitò a tal punto da poter essere ricomposta solo tramite un arbitrato legale, concluso il 22 novembre 1485. Nonostante la sentenza non soddisfacesse nessuna delle parti, i due fratelli ottennero come risarcimento la villa di Cafaggiolo e molte altre proprietà in Mugello. Probabilmente nel tentativo ricomporre la controversia, il Magnifico riuscì a combinare il matrimonio fra Luisa – una delle sue figlie, nata nel 1476 – con Giovanni stipulando un contratto nel 1487. Le nozze però non furono celebrate a causa della morte precoce della giovane. Secondo una recente ipotesi (vedi bibliografia: Baldini 2003), in vista di tale occasione il Magnifico potrebbe aver commissionato a Sandro Botticelli la Pallade e il Centauro (Firenze, Galleria degli Uffizi) che nel 1499 un inventario descrive in una stanza al piano terra della “casa vecchia”. Botticelli – che fu fra gli artisti prediletti dai Popolani, insieme a Filippino Lippi e Michelangelo – fu anche l’autore della pala raffigurante la Madonna col Bambino e santi destinata alla cappella della villa del Trebbio (ora Firenze, Galleria dell’Accademia). L’ostilità nei confronti del ramo dei cugini, placata dopo il contrasto del 1485, si riaccese dopo la morte del Magnifico (1492) nei due anni in cui il figlio di questi, Piero detto il Fatuo, fu Signore di Firenze. Lorenzo e Giovanni assunsero un ruolo di leaders fra gli oppositori al governo inetto di Piero. Il 14 maggio 1494 i due figli di Pierfrancesco furono condannati al confino da Piero de’ Medici: Giovanni andò a risiedere a villa Il Trebbio e Lorenzo a Villa di Castello. Pochi giorni dopo la cacciata di Piero e dei suoi familiari in occasione dell’insurrezione popolare capeggiata da fra’ Girolamo Savonarola, il 17 novembre 1494 Giovanni e Lorenzo di Pierfrancesco rientrarono a Firenze al seguito di Carlo VIII re di Francia. In segno di sostegno al nuovo governo repubblicano i due fratelli si fecero chiamare “Popolani”. Il 14 febbraio 1495 Lorenzo e Giovanni conclusero l’accordo per la vendita di una ingente quantità di grano a Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì, vedova del conte Girolamo Riario assassinato nel 1488 e reggente per il figlio Ottaviano Riario. Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, sostenne la congiura dei Pazzi nel 1478, in cui Lorenzo Magnifico de’ Medici rimase ferito e perse il fratello Giuliano. L’anno prima aveva sposato Caterina, figlia di Galeazzo Maria Sforza. Grazie all’intermediazione della moglie, nel 1484 il Riario ottenne l’investitura degli Stati di Imola e Forlì dal conclave riunito dopo la morte di papa Sisto IV. Girolamo fu assassinato dieci anni dopo da Lorenzo il Magnifico. Caterina Sforza (1462-1509) era figlia naturale di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, e Lucrezia Mandriani. A dieci anni venne a Firenze con il padre Galeazzo Maria. Sposò a soli quindici anni Girolamo Riario (vedi Notizia precedente) di cui rimase vedova nel 1488. Caterina mantenne il controllo dello stato e fece proclamare il figlio Ottaviano, signore sotto la propria reggenza. Due anni dopo sposò Giacomo Feo, suo castellano, a sua volta assassinato nel 1495. Nel 1498 sposò infine Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, che morì lo steso anno. Nel 1499 guidò la difesa della rocca di Ravaldino a Forlì contro l’esercito di Cesare Borgia, ma venne fatta prigioniera e chiusa a Castel Sant’Angelo a Roma. Trasferitasi a Firenze con il figlio Giovanni de’ Medici (detto poi Giovanni delle Bande Nere), morì il 28 maggio 1509 nel proprio palazzo in via del Corso.A Roma Caterina risiedeva nell’attuale Palazzo Altemps, costruito dal marito, e negli anni novanta vi ospitava il cardinale Raffaele Riario suo cognato, che attendeva di veder conclusa la costruzione del proprio palazzo della Cancelleria (dicembre 1496). Il rapporto fra i “Popolani” e la Sforza diventò molto stretto. L’8 agosto 1496 Giovanni vendette a Caterina un’altra partita di grano; fu inviato da costei come ambasciatore a Forlì. In tale occasione fra i due iniziò una relazione sentimentale. Caterina, donna fiera e volitiva, si lasciò sedurre dai modi affabili ed eleganti di Giovanni, uomo avvenente, ardito e colto. Nel 1498 si sposarono. Con le milizie di Caterina, Giovanni prese parte alla guerra di Firenze contro Pisa, ma dovette abbandonare il campo di battaglia per malattia. Per curarsi si ritirò prima a Forlì, poi ai bagni termali di Santa Maria in Bagno dove morì nel settembre. Il poeta Michele Marullo, che gli era in quegli anni particolarmente vicino, gli dedicò una Nenia, dal titolo De morte Ioannis Medicis e rimase poi vicino alla vedova fino alla propria morte (1500). Il fratello Lorenzo di Pierfrancesco fece trasferire la salma di Giovanni a Firenze per seppellirla in San Lorenzo. Dall’unione di Giovanni e Caterina era nato Ludovico, che la madre chiamò Giovanni in memoria del marito scomparso prematuramente e che poi sarebbe stato soprannominato Giovanni delle Bande Nere.

Opere

Collezionismo e committenza Fra i pezzi appartenenti alla raccolta libraria di Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco, c’erano: le Quintiliani Institutiones oratoria; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, II, 385 (volume miniato da Francesco di Antonio del Chierico con la dedica a entrambi i fratelli, databile entro il 1476) – un papiro di Lysia et Herodiano – un codice di Pausania. Dipinti: Sandro Botticelli, Pallade e Centauro, 1487-88 circa; Firenze, Galleria degli Uffizi (registrato nella “casa vecchia” in un inventario del 1499) – Sandro Botticelli e bottega, Madonna con il Bambino, tra i santi Domenico, Cosma e Damiano, Francesco, Lorenzo e Giovanni Battista, entro il 1499, Firenze, Galleria dell’Accademia (nella cappella di Villa il Trebbio).

Designed by Frush Developed by Nexibo logo