Francesco Conti

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Biografia

Nato il 14 marzo del 1682, Francesco Conti si formò presso Simone Pignoni, uno dei più importanti pittori fiorentini della fine del Seicento.
Dopo la morte del maestro (1698), il Conti si trasferì a Roma entrando a far parte della comitiva al seguito del marchese Francesco Riccardi che il 22 novembre del 1699 si recò nella città pontificia per l’Anno Santo soggiornandovi fino al 1705. In occasione del soggiorno romano il giovane artista ebbe come maestri il fiorentino Giovanni Maria Morandi e il ben più celebre Carlo Maratta, considerato il più importante artista del suo tempo, la cui arte puntava a conciliare il classicismo di ascendenza raffaellesca e il barocco svuotato dagli eccessi retorici. Nel frattempo il Conti avviava la propria attività dipingendo ritratti e dipinti devoti per alti prelati, fra cui Clemente XI Albani.
Nel 1705 tornò a Firenze con il marchese Riccardi, che insieme alla sua famiglia protesse l’artista per tutta la vita. Il Conti non solo eseguiva dipinti per i Riccardi, ma procurava loro anche opere e manufatti di varia natura.
Nel 1709 si immatricolò nell’Accademia delle Arti del Disegno. Da allora lavorò incessantemente per i Riccardi. In quello stesso anno datò due pale raffiguranti rispettivamente la Trinità e la Crocifissione per San Jacopo sopr’Arno (poi in San Lorenzo) e tre dipinti con le Allegorie della Fama, della Pace e della Fede per soffitti nel Casino di Gualfonda di proprietà dei Riccardi. Ancora su commissione di questi ultimi, dipinse la pala con i santi Lorenzo, Ambrogio e Zanobi, per la cappella delle Reliquie in San Lorenzo, rinnovata nel 1714 e posta sotto il patronato di Cosimo Riccardi. L’inventario delle collezioni riccardiane del 1715 attesta la presenza di ben 19 dipinti del Conti nel palazzo in via Larga. Intorno al 1720 l’artista dipinse una pala con la Pietà per la cripta della cappella Riccardi in San Pancrazio, opera forse identificabile con il dipinto di proprietà della Banca Popolare di Bergamo / Credito Varesino. Fu destinato alla chiesa di San Pietro nella zona di Careggi, il dipinto con la Consegna delle chiavi a San Pietro (Firenze, Museo diocesano in Santo Stefano al Ponte), forse il frutto di una commissione dei Riccardi che nella zona avevano una villa e alcuni possedimenti e il cui stemma era proprio la chiave. Nel 1737-1740 il Conti dipinse due tele (perdute) per l’oratorio di San Jacopo annesso a villa di Castelpulci, acquistata dai Riccardi nel 1589 e allora in corso di ristrutturazione. Appartennero alla famiglia Riccardi anche disegni e bozzetti dell’artista, oggi conservati presso la Biblioteca Riccardiana
Nel 1736 Francesco Conti venne eletto dal granduca Gian Gastone de’ Medici “maestro del disegno dei figliuoli di quei artefici che operano nella Real galleria in tante e diverse manifatture”. Era inoltre uno dei dodici maestri che presiedevano l’Accademia delle Arti del Disegno. Fu decorato della Croce dello Spron d’Oro da Clemente XII Corsini.
Nel 1748 in Santa Croce fece testamento nominando suo esecutore il marchese Vincenzo Riccardi o, al suo posto, il suddecano Gabriello. Chiese di essere sepolto in Santa Margherita de’ Cerchi, di cui era priore suo fratello Camillo. Morì nel 1760.

Opere

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